Pellegrini da Frazzanò a Gallico, Sulle orme di S. Lorenzo confessore
Accompagnati dal parroco don Lollo e dal sindaco Carcione, domenica 14 aprile cento pellegrini di Frazzanò (Messina) sono venuti a Gallico per visitare i ruderi dell'antico monastero basiliano di Santa Domenica, dove dimorò per dieci anni san Lorenzo confessore.
Il pellegrinaggio era a completamento dell'anno giubilare Laurenziano, a ricordo degli 850 anni della morte del santo (1162-2012), patrono e protettore della cittadina siciliana di Frazzanò. Accogliendo i pellegrini, a nome della comunità parrocchiale di S. Biagio, ho dato il benvenuto agli ospiti e al diacono bizantino Mario Casile.
La venerazione del santo
Il diacono ha raccolto i fedeli davanti al presepio dei popoli; poi in pellegrinaggio, lungo la Via Crucis in silenzio, il corteo si è recato verso la valle dello Spirito Santo, dove dimorano i ruderi dell'antico monastero di Santa Domenica.
Posta l'immagine di san Lorenzo ai piedi della Pentecoste, il diacono ha raccontato brevemente la storia del santo, accostandolo ai tanti santi bizantini reggini tra cui vescovo di Bova san Leo, che tanto si prodigò per l'ecumenismo tra i cristiani latini e ortodossi. Poi, ha guidato la preghiera dei salmi e ha letto alcuni brani in lingua greca, com'era in uso nell'antico rito.
I pellegrini di Frazzanò hanno poi cantato la canzone "Evviva Lorenzo", che ha strofe con chiaro riferimento alla sua permanenza in Calabria: "...a Reggio sbarcò il gran predicatore; sua voce è sentita per terra e per mar. Allor la Calabria era piena di mali; gli spiriti infernali facevano orror...". La visita ai ruderi del monastero si è conclusa con la benedizione dei pellegrini.
Quei doni reciproci...
Ma la giornata era appena cominciata. A San Biagio, don Galatti e i fedeli della parrocchia di Gallico aspettavano davanti alla chiesa gli ospiti di Frazzanò per ricambiare loro la cortesia del novembre scorso, quando i fedeli della comunità gallicese si erano recati in pellegrinaggio a Tindari, a Frazzanò e al monastero di Fragalà. Dopo il saluto ai pellegrini, don Galatti e don Lollo hanno dato inizio alla celebrazione della santa Messa.
Al termine della celebrazione, il sindaco Carcione ha consegnato a don Galatti l'icona di san Lorenzo, il poster del monastero basiliano di Fragalà e il calendario del 2013 dedicato ai pellegrinaggi nei luoghi del santo. Il sacerdote ha ricambiato donando a tutti i pellegrini presenti le candele incrociate, simbolo del miracolo di san Biagio.
Continua il cammino
Consumato il pasto al parco della mondialità, nel primo pomeriggio, dopo aver salutato p. Felotti, rettore del santuario e superiore della comunità dei saveriani di Gallico, i pellegrini frazzanesi, accompagnati da don Galatti, hanno visitato la chiesa di San Nicola di Bari nel rione Santa Domenica - Prioli. Poi, a palazzo "Campanella" di Reggio, la visita ai bronzi di Riace e la passeggiata sul lungomare "Italo Falcomatà" per gustare un buon gelato.
La giornata si è conclusa nel rione Trabocchetto con la visita della chiesa intitolata alla Madonna dei poveri, detta "I Pipi", ricostruita sui ruderi dell'antica chiesa bizantina del SS. Salvatore, eretta da san Lorenzo dopo aver liberato i reggini dalla peste.
Tre comunità, un santo
È stata una giornata intensa, piena di fede e di storia. Tre comunità - Frazzanò, Gallico e Reggio - legate da un unico santo, che dopo 850 anni è stato rievocato anche nelle terre di Calabria dove egli dimorò dal 1152 al 1162, presso il monastero di Santa Domenica a Gallico. San Lorenzo spirò a Frazzanò, suo paese di nascita, la sera del 30 dicembre del 1162, all'età di 42 anni.








