Pascaline e la lezione di perdono
Conosco Solange e Augustin dal 2000, quando mi chiesero di accompagnarli per ricevere il sacramento nuziale. Qualche anno dopo, la burrasca: Augustin se n’è andato con un’altra e ha chiesto il divorzio. Ma Solange, che tuttora crede a quel sacramento, ha rifiutato davanti ai giudici di firmare il divorzio “per ragioni di fede”. Ed è ammirevole come questa mamma porti avanti le responsabilità dei suoi quattro figli, da sola. Anzi, con il solo sostegno della Provvidenza che non le viene mai a mancare. Come quella notte del 24 dicembre. I ladri (militari) sono entrati in casa, hanno picchiato lei e i figli e hanno preso in fretta i pochi beni che Solange aveva.
Qualche giorno dopo, l’ho incontrata e sono rimasto colpito dalla reazione di Pascaline, la terza figlia di Solange. Ha un visetto piccolo, paffutello e pieno d’innocenza. Mi dicono che a scuola è brava. Quando i militari sono entrati in casa, Pascaline è intervenuta bloccando le braccia di Arsene, suo fratello, che aveva perso il controllo e voleva picchiare i militari a13 anni! Le ho chiesto se aveva perdonato i militari. Lei non mi ha risposto e ha guardato il pavimento. Poco dopo, ho visto qualche lacrima scendere dai suoi occhi, senza aggiungere parole. Quanta tenerezza in quello sguardo!
Solange mi ha detto dopo che Pascaline non mi ha risposto perché non voleva mentire. Sentiva addosso che quel perdono era difficile, ma ha confidato alla mamma: “Anche se loro ci hanno rubato tutto, non ci hanno però rubato la fede!". Con questa frase, mi ha fatto capire che è riuscita a perdonare quei ladri. Ha trasformato quell’avvenimento traumatizzante in resurrezione, la Pasqua che lei porta fin da bambina nel suo nome di battesimo.
La porta della casa di Solange è stata scassinata dai ladri, ma è diventata, grazie alla fede di Pascaline, un’altra porta santa della misericordia. Chi entra, trova una bella lezione di perdono in questo giubileo della misericordia, per imparare, sperare e saper ricominciare.







