Parrocchia missionaria in foresta: Qual'è il vero nome di Dio?
Un giorno padre Ottorino Monaci chiese a un catechista mentawaiano se sarebbe andato all'incontro del giorno seguente. Questi rispose: “Lo sa solo Ulaumanua”. Niente di strano. Anche noi usiamo frasi del tipo: “Solo Dio lo sa!”, “Se Dio vuole…”.
Invece, la cosa aveva incuriosito padre Ottorino, perché quel Ulaumanua continuava a venir fuori nei discorsi della gente, mentre la parola ufficiale cristiana per dire Dio è Taikamanua.
Eppure gli anziani affermano che Ulaumanua esiste davvero. Si tratta di un errore? Qual’è la differenza tra i due termini?
Taikamanua significa “Coloro che vivono in cielo”: uno dei tanti gruppi di spiriti, come quelli che vivono in mare, nei fiumi o nella foresta. Secondo i miti mentawaiani sono maschi e femmine, capi e sudditi, si possono sposare anche con gli umani.
Ulaumanua significa invece: “Colui che sta fuori dal cielo” oppure, “Luce del cielo”. Dunque, è uno Spirito più grande degli altri e non può essere rinchiuso in uno spazio creato, neppure in cielo; è Colui che ha in mano il destino dell’uomo ed è temuto, perché punisce chi infrange le regole.
Alle Mentawai, bisognerebbe recuperare il loro Dio per svilupparne la comprensione sul messaggio di Gesù che lo rivela come Dio-amore trinitario. Più dei fiori in testa al prete o dei canti in stile locale, è questo l’atto di inculturazione più profondo.
La sfida del missionario resta quella di annunciare il vangelo di Gesù e di aiutare la gente a calarlo dentro la propria cultura.
Saranno loro a scoprire con meraviglia:
"Il vero Ulaumanua è diverso da quello che pensavamo noi. È migliore! Si occupa di noi, non per punirci, ma per amarci!".







