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Non è una vita facile, ma è felice!

Si sente di giovani che muoiono per overdose, di ragazze ancora adolescenti che terminano la propria vita con un cocktail di alcool e pasticche, di giovani che salgono sulla corsia opposta dopo una notte da sballo e muoiono sulle strade... Vediamo mamme che piangono, papà che si disperano, di fronte al vuoto di figli che non sono più.

Il cuore piange e scoppia, per tutti questi giovani venuti alla vita, ma che la vita non hanno saputo valorizzare.

A chi dare la colpa, se non a me stesso: per non averli conosciuti in tempo; per non averli potuti convincere che valeva la pena fare un sacrificio in più, piuttosto che avere una vita in meno. “La vita è sacra, dall'inizio alla fine”. Sì, la vita è sacra, sempre. Anche nel tempo che decorre tra l'inizio e la fine. Un inizio che dovrebbe scaturire dall'amore fecondo. Una fine che dovrebbe avvenire dopo aver vissuto una vita piena e comunque, mai senza un fine davanti, per il quale valga la pena vivere, sino alla fine.

Eppure, troppi genitori e troppi giovani sembrano trovare una giustificazione: “fanno tutti così”; “sono leggerezze di gioventù”; “è la vita moderna”... Mi danno fastidio queste parole, che pretendono di rendere “normale” ciò che normale non è.

Ci sono ancora giovani - simpatici ragazzi e ragazze - che riescono a donare la vita, senza toglierla né a sé né agli altri. La donano perché tanti altri riescano a vivere meglio. È una vita piena di senso e di felicità. Sono coloro che hanno la grazia di capire che la vita non è un prodotto da consumare, ma un bene da condividere; non un campo da falciare, ma una pianta da far crescere; non un diritto da rivendicare, ma un dono di cui ringraziare; una vocazione a cui rispondere.

Una parola ai genitori vorrei dire. Parlate ai giovani: come li avete desiderati e attesi; come li avete gestiti nel grembo; quanto avete pregato per loro... Trasmettete amore e calore, convinzione e serenità. E anche spirito di sacrificio e disciplina, perché non c'è felicità senza un faticoso allenamento quotidiano. Soprattutto, non tralasciate di testimoniare l'importanza della preghiera quotidiana e domenicale, della lettura e meditazione del vangelo. Solo così avrete il coraggio di dire ai figli, che è bello rispondere alla vocazione di Dio, per dedicare la propria vita a servizio dell'umanità.

La vita è la proprietà più cara e valida che abbiamo nelle mani. L'abbiamo in dono, prima ancora di averla cercata e desiderata. Perciò è una proprietà totalmente gratuita. Perché non valorizzarla pienamente? Perché aspettare? Forse perché occorre pagare un prezzo che sembra molto alto: l'amore. Non tutti se la sentono, anche se tutti, in un momento della vita, ne sentono il fascino. Occorre fermarsi e ascoltare, nel profondo del cuore: “Cosa vuole dirmi il Signore? Mi sta chiedendo di crescere, di investire, di seguire lui...”.

Anche se è un cammino faticoso - ma quale non lo è? - seguire Cristo è sempre un cammino pieno di felicità.



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