Padre Matteo Rebecchi dall'Indonesia
Un incontro stupendo al centro sufi di Jakarta
Ho avuto una giornata bella e vale la pena che la descriva. Ho accompagnato per Jakarta l'abate benedettino inglese Timothy, venuto in Indonesia per vedere se è possibile aprire una comunità che si impegni nel dialogo con l'islam. Dopo aver visitato due comunità saveriane e una famiglia musulmana, la sera siamo andati al "centro sufi" di Jakarta. L'incontro si è svolto in un salone che fa da moschea e luogo per la meditazione (che fa parte del patrimonio spirituale del sufismo), con circa 70 persone, uomini a sinistra e donne a destra.
Il monaco ha parlato di temi riguardanti la contemplazione e la preghiera benedettina.
Mi sono goduto lo spettacolo di un cristiano che parlava a tanti musulmani.
Poi è stato chiesto anche a me di condividere la mia esperienza cristiana di Dio. Era la prima volta che parlavo a musulmani nel complesso di una moschea. Ho espresso la convinzione che l'amore al fratello ci porta alla comunione con Dio; e mi sembrava che anche i musulmani presenti fossero d'accordo. Hanno fatto domande sul mio rapporto con Dio, sulla mia vita, sul cristianesimo, in un clima di fraternità e di ascolto che mi ha stupito.
Ho poi mandato un sms all'amico Yusuf Daud per ringraziarlo del bell'incontro che lui aveva organizzato e guidato al centro sufi. Mi ha risposto: "Grazie a te! Speriamo che la tua venuta al centro sufi diventi l'inizio della nostra fraternità per essere insieme servi portatori di benedizione all'universo. Al tuo invito verrò a parlare agli studenti saveriani a Jakarta. Dio ti benedica".
Ho sentito forte la gratitudine per la vocazione di essere missionario per chi ancora non conosce Gesù. Una preghiera perché questo rapporto porti i frutti che Dio ha pensato.
p. Matteo Rebecchi, sx - Indonesia.








