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Padre Maggioni: In missione a settant’anni

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Padre Lino Maggioni è in Burundi

Padre Lino Maggioni, chi non lo conosce? Ha girato mezzo mondo, mezza Europa e l’Italia intera. Sarebbe troppo lungo descrivere le tappe dei suoi spostamenti; forse neppure lui saprebbe farne un elenco preciso. Si sa che viene da Colognola di Bergamo, dov’è nato l’8 gennaio 1934. È entrato tra i saveriani a Pedrengo (BG) quando aveva ventun’anni.

Dopo aver fatto il noviziato a San Pietro in Vincoli (RA), è diventato saveriano il 12 settembre 1958. A Parma ha frequentato i quattro anni di studi teologici ed è stato ordinalo sacerdote nel 1964, a trent’anni compiuti.

Da allora, di padre Lino si sono …perse le tracce. Il caro padre Vanzin, di venerata memoria, diceva: “I saveriani, appena sentite la parole di Gersù sul monte Tabor, Andate in tutto il mondo…, sono partiti di corsa senza perdere un istante e senza ascoltare il seguito di quello che stava dicendo; e non si sono più fermati. Anche adesso sono in giro da qualche parte del globo terrestre!”. Di padre Lino si può dire lo stesso: non si è mai fermato.

Il grazie del Papa

Padre Lino è stato missionario per alcuni anni in Congo. Di quell’epoca è famosa la cartolina che qui riportiamo, stampata in migliaia di copie. Richiamato dall’Africa, per un decennio ha fatto il maestro dei novizi saveriani ad Ancona. In seguito è passato a lavorare come animatore per le pontificie opere missionarie in tutta Italia. Alla fine del suo mandato decennale, ha ricevuto il grazie dal Papa stesso. Per padre Lino è stato un momento di grande commozione!

La corsa del nostro missionario non si ferma. Raggiunge Parigi, dove per sei anni è superiore dei saveriani che studiano il francese prima di partire per le missioni; transita per Piacenza, anche qui con il ruolo di superiore, e finalmente approda a Cremona come economo e animatore missionario. Vi resta fino al febbraio scorso, quando dai superiori ottiene la grazia di ripartire per l’Africa.

In Burundi, un’altra avventura

Questa volta non è stato il Congo, suo primo amore, ad accogliere padre Lino, ma il Burundi: un Paese che è ancora un campo minato e dove continua l’era dei martiri. Qui lo scorso dicembre è stato ucciso il nunzio mons. Courtney. C’è timore per tanti altri missionari e missionarie che potrebbero fare la stessa fine.

A Bujumbura padre Lino sarà più al sicuro: vive all’interno del grande centro giovanile di Kamenge. Ma chi riuscirà a tenerlo fermo? Non è un uomo da stare in ufficio ad aspettare i clienti! Certamente visiterà tutte le missioni, organizzerà incontri con i sacerdoti africani e con i gruppi missionari.

Grazie di tutto e tanti auguri!

È giusto ringraziare p. Lino per l’anno che ha trascorso a Cremona, dove ha lavorato con grandissima generosità, soprattutto nella mostra sugli indio kayapò, tenutasi a San Vitale per circa un mese con la collaborazione del centro missionario, del centro pastorale, dell’ufficio Migrantes, con i rispettivi direttori don Natalino, don Enrico, don Mario, e con l’aiuto instancabile del nostro gruppo di giovani animatori. In pochi mesi p. Lino ha conosciuto tutte le persone più importanti della città, dal vescovo al prefetto, dal sindaco al presidente della provincia.

Ha visitato la diocesi in lungo e in largo, trovando il tempo anche per andare in Argentina, in Spagna e in Francia: un’attività quasi frenetica per un uomo della sua età. Grazie di cuore, p. Lino, per tutto quello che hai fatto in così poco tempo, mentre la nostra casa era tutta sottosopra per i lavori di trasloco e di restauro.

Avremmo voluto che restassi con noi ancora per molto tempo a insegnarci il tuo modo di fare animazione missionaria, coinvolgendo il più possibile la chiesa locale. Grazie, e tanti auguri per il tuo nuovo lavoro nella nuova missione.



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