Padre Luigi Paggi dal Bangladesh
Elettricità e acqua... nella foresta del Bengala
Nonostante io sia in capo al mondo, ho l'elettricità, anche se ...alternata. Spesso c'è solo tre o quattro ore al giorno, ma ''nei mamar cheie kana mama bhalo'' (proverbio bengalese per dire, "Meglio uno zio sordo che non averlo affatto"). Come telefono uso il cellulare che è abilitato anche per la posta elettronica e internet. Ho anche un pannello solare per cui la sera, quando non c'è elettricità pubblica, supplisce con la sua riserva: tutto sommato, fa un buon servizio. Per necessità più urgenti ho un piccolo generatore, ma cerco di risparmiare sul consumo di carburante.
La penuria più grossa è quella dell'acqua potabile, specialmente durante i mesi caldi di aprile e maggio. L'unico modo per avere accesso all'acqua potabile in questa zona nel mezzo della foresta del Bengala è tramite la raccolta dell'acqua piovana nei laghetti artificiali e in grossi contenitori. La mia scorta d'acqua potabile "razionata" arriva fino alla fine di marzo; poi sono... in braghe di tela. Fortuna che verso metà aprile arriva qualche acquazzone e in qualche modo mi arrangio fino all'inizio della stagione delle piogge. Con le abbondanti piogge il problema è risolto!
p. Luigi Paggi, sx - Bangladesh.








