Padre Ghiotto, Nobel missionario
Sabato 18 ottobre, nella sala gremita come uno ...stadio, hanno ricevuto il premio "Nobel missionario" il vicentino p. Bruno Ghiotto, la bergamasca suor Lucia Armanni, i medici Paolo Marelli di Como ed Elisa Facelli di Mondovì. Da diciotto anni, la grande associazione bresciana "Cuore Amico" organizza l'assegnazione di questo importante riconoscimento a sacerdoti, religiose e laici che alla missione dedicano la propria vita in modo significativo. Padre Ghiotto è il quinto saveriano a ricevere il "Nobel missionario".
Da Vicenza è arrivato un pullman pieno di famigliari e amici per gioire assieme al concittadino premiato. Riconoscente e commosso, padre Bruno ha cercato di raccontare qualcosa dei suoi 38 anni di vita missionaria in Burundi: "Se ho fatto qualcosa di bene, ho potuto farlo solo perché molte altre persone, individualmente e in gruppo, hanno contribuito con sacrificio e generosità. Il bene non lo si fa da soli, ma insieme". Perciò ha voluto nominare almeno alcuni dei tanti amici sostenitori: la parrocchia di Sant'Andrea, i gruppi Romero e Santa Caterina, l'associazione Avat di Abano Terme, gli scout di Vicenza.
"Io stesso sono un prodotto scout! Lo scoutismo per primo mi ha fatto capire questo servizio all'umanità, su cui ho giocato la mia esistenza, per cercare di lasciare questo mondo un po' migliore di come l'abbiamo trovato. Poi, insieme ai missionari saveriani, ho cercato di migliorare la vita dei più poveri del Burundi.
Sono davvero felice di aver giocato la mia esistenza nel modo migliore".








