Padre Caselin dal Congo RD
Carissimi, approfitto della beatificazione di papa Giovanni Paolo II per inviarvi questa mia foto, scattata in Vaticano nel 1979 dopo avergli spiegato che nel 1977 non avevo potuto andare a Cracovia, dove era vescovo, con i trenta ciclisti da Parma in pellegrinaggio a Czestokowa, perché trattenuto dal polacco Marian Kaczmarek che mi aveva salvato la vita il 25 gennaio 1945 nel campo di concentramento 64 Z a Skoky (Poznau) dove ero prigioniero dei tedeschi.
Gli avevo offerto un libretto "La Dieci" che nella foto egli stringe tra le mani, dove è scritto che Dio accettò la vita offerta in olocausto dei primi volontari di "La Dieci": Stelvio, Lino, Aldo, Guido, don Mario, Giovanni e altri. "Sono loro!", disse il Papa al suo segretario, "e li ammiro perché avevano un amore preferenziale per la preghiera del santo rosario!",
Il Papa stesso poi disse: "Il rosario mi ha accompagnato nei momenti della gioia e in quelli della prova; il rosario è la mia preghiera prediletta" (Pompei, 2.10.2003).
Anche i bambini congolesi affetti da polio, che vivono nel centro di assistenza di Bukavu, ogni sera recitano il rosario pregando per i loro benefattori.
E ogni sera alle 21, io metto tutti in braccio alla Madonna perché a tutti sia vicina, con il suo sorriso, aiuto e benedizione.
p. Lorenzo Caselin, sx - Bukavu, Congo RD.









