Dopo la Messa del mattino, p. Giuseppe Arrigoni metteva subito mano ai lavori manuali. Nessun lavoro lo spaventava, nonostante gli interventi chirurgici ricevuti negli anni addietro. Lo faceva con competenza e dedizione. L'esperienza che aveva acquisito durante gli anni vissuti nella missione di Uvira, sulle rive del lago Tanganika, gli facilitava tutti i tipi di lavori, specialmente quelli della campagna.
Era soprannominato il "picconatore"; e non lo era solo della terra, ma anche delle anime assopite.
Gli scossoni delle sue omelie colpivano molto, perché le coscienze venivano interpellate e tante anime tornavano sulla buona strada.
A qualcuno poteva risultare scomodo il suo modo di picconare nelle coscienze; ma il Signore l'aveva inventato così, e non era capace di essere diverso. È stato un sacerdote autentico, a 360 gradi. La sua fede in Dio coinvolgeva ed edificava chiunque lo frequentava, perché dagli occhi trasmetteva la certezza di essere un figlio suo.
Nulla lo spaventava, solo il peccato, che combatteva e insegnava a combattere a tutti coloro che hanno avuto la grazia di trovarsi con lui in un cammino di fede.