P. Sandro Peccati, l’amico buono
P. Giuseppe Rinaldi è il più anziano della nostra comunità, classe 1934. Nonostante abbia avuto negli ultimi tre anni problemi di salute, si è ripreso sorprendentemente. Gentile e sempre disponibile, ha subito detto sì alla proposta di scrivere due righe sul suo compagno p. Sandro Peccati.
Padre Sandro Peccati è stato mio compagno dalla prima media nel 1946 nella nostra casa provvisoria (la villa dei Conti Sottocasa a Pedrengo), fino all’ordinazione presbiterale avvenuta il 25 ottobre 1959 a Parma. Ad ordinarci c’era il cardinale Agagianian, allora prefetto della Congregazione di Propaganda Fide, da cui dipendono anche oggi tutte le congregazioni che hanno missioni tra i non cristiani.
Da allora ci siamo visti poche volte perché lui è stato destinato all’Indonesia con i soli tre mesi ogni tre anni per la vista alla famiglia, le cure mediche e un po’ di riposo. Definirlo equilibrato è riduttivo. Era buono di una bontà che si poterebbe dire naturale, ma che era invece frutto di un impegno quotidiano. La sua bontà lo rendeva sereno e ottimista anche nelle situazioni più difficili come quelle vissute spesso in missione.
La notizia della sua morte mi ha sorpreso anche se sapevo che stava vivendo un periodo difficile di malattia (dal 2015) che lo aveva colpito, pur continuando a svolgere, senza ormai correre come scriveva in una lettera, quel poco o tanto di ministero che il Signore, nella sua infinita misericordia, gli concedeva di svolgere.
Sei arrivato al traguardo per primo e adesso continua a pregare per la nostra famiglia missionaria e anche per i missionari consumati nel corpo dal tempo ma non nello spirito. Ciao p. Sandro!







