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p. Modesto, Burundi - p. Rizzi, Congo RD

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PADRE MODESTO SCRIVE DAL BURUNDI

Padre Modesto Todeschi è tornato in Burundi. Ora è impegnato nel Centro giovani di Kamenge.

Prima di tutto, grazie. Tanti sono i gesti di bontà che un missionario riceve dalle persone che sentono propria la missione che il Signore ci ha affidato. Vi ricompensi Lui, dando a tutti la gioia di essere cristiani e di fare il bene.

Dopo essere tornato in Burundi, abbiamo celebrato il settimo anniversario del martirio dei padri saveriani Ottorino e Aldo e della volontaria Catina. Eravamo molti saveriani, sacerdoti ed una folla di oltre 800 persone. Sulla loro tomba, a nome di tutti, ho chiesto al Signore e ai nostri martiri la forza di non scoraggiarci nella speranza della pace.

Il massacro di migliaia di persone, indifese e fragili, ci lascia costernati; i frutti dell'Accordo di Pace non si vedono ancora; la gente diventa sempre più povera per la svalutazione rapida ed il prezzo del caffè in continuo ribasso. Si direbbe che il linguaggio delle armi sia il solo linguaggio che conta. Ma noi non vogliamo credere che la violenza possa avere ragione, sempre. Aiutateci anche voi a credere nella pace, alla non violenza, al perdono che riconcilia.

Ora mi trovo nella capitale Bujumbura, al Centro giovani di Kamenge. Il quartiere Kamenge ha sofferto molto, perché distrutto dalla guerra. Mi trovavo qui, nel 1995, proprio mentre lo distruggevano. Ora, grazie agli aiuti chiesti dal cardinale Tonini, stiamo ricostruendo le case, di giorno. Ma la notte si spara ancora e si teme il peggio. Questa incertezza pesa enormemente sul cuore dei giovani. Un motivo in più per essere qui, portare loro speranza ed incoraggiarli a tenere aperta la soglia della pace.

p. Modesto Todeschi, sx
- Missionnaires Xaveriens, B.P. 500 - Bujumbura, Burundi


LA PAURA METTE LE ALI AI PIEDI

Padre Denis, un missionario amico dei Padri Bianchi, ripete spesso che "in Congo può capitare di tutto e anche qualcosa di più". Quello che è capitato a me la mattina di Natale, rientra il quel "qualcosa di più". Alla Messa solenne delle sette e mezzo, la gente era tanta, molti in piedi. Tutto procede bene fino all'offertorio. Inizia la processione offertoriale: prima il pane e il vino, poi la gente con le loro offerte soprattutto in natura, poi arriva tutta la corale cantando e danzando… Un vero spettacolo di festa liturgica!

Improvvisamente, due colpi fortissimi squarciano l'aria. Gli Interamwe stanno attaccando. Due granate sono cadute vicino alla chiesa dove eravamo riuniti. Tutti i fedeli si precipitano fuori della chiesa, verso il cancello della casa dei missionari. Anche io lascio lì tutto e corro ad aprire loro le porte! Arriva altra gente, con i loro fagotti, in fuga dal quartiere dove si spara. Verso le ore 11, il comandante dei ribelli viene a dirci che "tutto è finito" e che la gente poteva tornarsene a casa…

In 25 anni che sono prete, per la prima volta ho dovuto terminare la Messa al momento dell'offertorio! Qualche confratello saveriano ha malignato: "Almeno i soldi dell'offertorio non li hai persi!". È proprio vero: in Congo, succede di tutto, ed anche qualcosa di più.

p. Pino Rizzi, sx - Kitutu, Congo RD.



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