P. Marano all'incontro degli ex allievi, Vicenza
C'è un mondo da migliorare
Domenica 25 marzo, la festa degli ex allievi è stata una vera immersione nel passato. Riassaporare il sogno accarezzato negli anni verdi; fissarsi negli occhi e dirsi: "Giorgio c’eri anche tu... ricordi quella scalata in montagna?". Poi tanti hanno scelto di formare una famiglia, sempre sotto la guida dell’amore. Si chiacchiera, ci si saluta, circola anche la triste notizia che un amico è annegato nel Mincio.
In attesa della concelebrazione eucaristica nel salone del semi interrato, il gruppo si fa folto. Padre Mario Giavarini dà il benvenuto a tutti gli ospiti.
Il centro giovani Kamenge
Presiede la funzione padre Claudio Marano, saveriano friulano, da 23 anni in Burundi. Racconta che vari anni fa il vescovo di Bujumbura gli aveva proposto di aprire un luogo per i giovani, dove potessero abituarsi a vivere insieme.
In Burundi, sette milioni di abitanti vivono nel contesto di frequenti guerre tribali tra tutsi e hutu, provocando negli anni centinaia di migliaia di morti. Anche per creare un’oasi di pace, all’interno di un Paese tanto martoriato, padre Claudio ha deciso di raccogliere l’invito del vescovo e di aprire il centro "Jeunes Kamenge", per accogliere i giovani dai 16 ai 30 anni, ragazze comprese. Nel centro si cerca di far interagire i giovani attraverso lavori di gruppo e attività varie. Come attività ricreative il centro offre musica, libri, sport e spettacoli teatrali.
Un premio Nobel speciale
I giovani devono imparare a entrare nella vita, a vivere insieme, ad accettare la sofferenza, il gioco democratico con i diritti e i doveri dell’uomo, i problemi delle malattie e dell’Aids, le esigenze della pace... Il centro Kamenge è aperto a tutti: cattolici, protestanti, musulmani di ogni etnia. Gli iscritti sono davvero tanti. Ogni giorno, il centro viene frequentato da 2.500 persone. Una delle attività particolari è la fabbricazione dei mattoni, utili per costruire piccole abitazioni per le famiglie bisognose.
Nel 2002, p. Marano è volato in Svezia a ritirare il premio Nobel alternativo "per aver migliorato il mondo": un riconoscimento della sua attività. L’incontro degli ex allievi si è concluso nel salone con un rinfresco e il caldo augurio di un arrivederci.
Padre Claudio, invece, rientrerà presto in Burundi, appunto per continuare a "migliorare il mondo".








