P. Luigi Medici: Dal Brasile a Parma
Reinaldo è un giovane saveriano brasiliano; sta studiando teologia a Parma. Ha conosciuto padre Medici, saveriano di Sassuolo, sul campo della missione. Lo ringraziamo per questo suo bel ricordo.
Padre Luigi Medici è arrivato in Brasile alla fine del 1954. La missione dei saveriani era appena iniziata: i primi erano arrivati solo l’anno prima, nel 1953. Padre Luigi è rimasto in Brasile fino al 18 febbraio scorso. Ha speso e donato tutte le sue energie per la sua gente, che ha tanto amato. Ovunque si sia fermato per lavorare come missionario, p. Luigi ha lasciato una traccia profonda, tanto da essere ancora ricordato con affetto.
Costruttore di comunità
Potrei definire la sua figura di missionario con queste poche parole: è stato "un costruttore". Non solo di chiese, di scuole, di seminari, ma soprattutto "un costruttore" di comunità di fede. Nei primi anni, essendo pochi i sacerdoti brasiliani, i saveriani si mettevano a disposizione dei vescovi come parroci di comunità molto numerose, su un territorio vastissimo.
Nel suo cuore missionario p. Medici ha saputo andare oltre il lavoro strettamente parrocchiale. Ha costruito i seminari per gli aspiranti saveriani (allora si chiamavano "scuole apostoliche") di Jaguapità e di Londrina e la casa regionale a San Paolo. Aveva subito intuito che lo scopo della missione era quello di fare "discepoli di Cristo". Perciò, ha sempre ritenuto importante lavorare per le vocazioni. Da allora molti sono i giovani che si sono consacrati alla missione in Brasile.
Memoria storica del Brasile
Ho conosciuto p. Medici a Londrina. Mi ha impressionato la sua immagine di uomo di Dio, di missionario totalmente dedicato alla missione. Conosceva e stimava la cultura brasiliana. Era attento, semplice e riconoscente con tutti. È stato uomo di azione e di contemplazione.
È rimasto in Brasile tutti questi anni. Quando ormai non poteva più lavorare nelle parrocchie, p. Medici ha fondato l’archivio della missione saveriana nel sud del Brasile. Essendo il missionario che da più tempo era rimasto in Brasile, ci raccontava la storia dei saveriani in quella nazione.
Adesso, a 87 anni suonati, è arrivato qui nella casa madre dei saveriani di Parma. Si perte a raccontare le sue barzellette (sarebbe meglio chiamarle "freddure"!), con quel suo sorriso dolce che ha toccato tante persone che l’hanno conosciuto e apprezzato.








