P. Guglielmo Camera, il postulatore (Marinoni di Ardesio-BG 25.4.1940 Parma 1.4.2020)
Racconta p. Matteo Rebecchi. “Ho conosciuto p. Guglielmo a Parma, mentre ero in Teologia. Senza ostentazione, esprimeva una grande stabilità, fondata certamente su doti umane, ma anche su un sincero e costante rapporto con Dio. Si notava che la sua vita era fondata su una Roccia ferma. Aveva, però, anche la dote dell’umorismo. Ho sempre sentito da parte sua una grande stima e ciò mi ha aiutato a crescere. Sentivo di potermi esprimere liberamente, senza dover nascondere o infiorettare le cose.
Sono poi stato piacevolmente sorpreso dalla sua capacità di rigenerarsi dopo la fine dell’impegno formativo in teologia, quando ha assunto il ruolo di postulatore. Si trattava di un cambio radicale di prospettive.
Padre Mario Pulcini ricorda. “Nel 2012, p. Guglielmo arriva in Burundi per vedere se c’erano persone da presentare come modelli alla chiesa burundese, africana e universale. Ma i vescovi direttamente interessati avevano paura di risvegliare gli eterni conflitti interetnici Hutu-Tutsi, che per anni avevano insanguinato il piccolo Paese dei Grandi Laghi, lasciando ferite profonde.
P. Guglielmo si era convinto che la Chiesa burundese dovesse compiere un passo importante verso una più profonda e duratura riconciliazione. Il Burundi e la sua gente erano entrati nella sua vita e nel suo cuore. Veniva spesso in Burundi, in quegli anni. Un lavoro faticoso ma che gli dava una straordinaria gioia. Nel 2017 gli fu chiesto di avviare la causa di beatificazione sul presunto martirio dei “martiri della fraternità”: i confratelli p. Ottorino Maule, p. Aldo Marchiol, la volontaria laica Catina Gubert, Abbè Michel Kayoya, i 40 seminaristi di Buta…
P. Guglielmo avrebbe dovuto arrivare il 25 marzo 2020. Aveva già fissato le date per la chiusura del processo, a Bururi e a Gitega, nelle rispettive cattedrali dei “martiri della fraternità”. È morto il 1°aprile 2020. L’ultimo viaggio non lo ha portato in Burundi. Spesso, nelle sue conversazioni, si lasciava sfuggire: “il giorno della loro beatificazione sicuramente non sarò presente”.









