P. Gabrielli: confessionale, campo di missione
Carissimo Quartilio, nel momento di commiato vorrei poter continuare quegli istanti in cui ci scambiavamo il nostro buongiorno quotidiano. Erano sempre le 5.30 e, insieme, cercavamo di dare una risposta con tanto rispetto reciproco alle domande che questo IV piano della Casa Madre ci poneva e che tu, poi, presiedendo una delle liturgie settimanali, offrivi con tutta la tua maestria meditativa alla comunità.
È proprio a nome di tutto il 4° piano della nostra Casa Madre Saveriana di Parma che ti indirizzo queste poche parole, mentre tutti insieme ti rivolgiamo all'unisono non un addio, ma un arrivederci. Prima di tutto, “grazie” per la tua presenza qui in mezzo a noi. La tua presenza ci è stata salutare e di sprone continuo per far rifiorire quei valori tipici della nostra vocazione. Non hai mancato occasione di richiamarci, a volte anche severamente e a voce alta, a ben saper custodire tutto il nostro bagaglio di religiosità che rende tipica ed unica questa nostra famiglia saveriana.
Una volta rientrato dalla Sierra Leone, il confessionale è diventato allora il tuo “campo di missione” e l’annuncio della salvezza nella misericordia di un Dio che ama sempre. Questo tuo richiamo alla conversione e al pentimento hanno rianimato vite a vivere in completezza e perfezione. L’amministrazione del Sacramento della Penitenza, nonostante il tuo stato di salute molto precario, era il luogo in cui tu stesso eri diventato lo strumento salutare dell’incontro con l’amore di misericordia di Dio.
Grazie, fratello nostro, grazie. Ora che sei nella pace “amorosa ed infinita” di questa Misericordia di Dio, continua ad offrirci il tuo aiuto, non smettere di spronarci e se è necessario anche di sferzarci ma sempre con quel tuo sorriso parlante e testimoniante. Non dimenticarti di nessuno di tutti noi di questo IV° piano. E perdonaci se qualche volta abbiamo fatto orecchie da mercante ai tuoi suggerimenti.







