P. Cobbe - Commemorato a Camisano Vicentino
Il martirio di p. Valeriano Cobbe, in Bangladesh
è la sera del 14 ottobre di venticinque anni fa. Poco dopo le 21.00 p. Valeriano Cobbe, Saveriano, colpito da una fucilata, abbraccia definitivamente quella terra per la quale aveva lottato, sperato, amato. La terra è sempre stata l'essenza della sua vocazione: andava fiero delle sue origini contadine e di quella misteriosa chiamata che, ventiquattro anni prima, a soli diciotto anni, lo aveva invitato, come Abramo, ad "uscire dalla sua terra" per scegliere la strada tracciata da Cristo.
Dopo la sua morte, nella tasca di p. Valeriano fu trovata l'unica "arma" da lui posseduta: un crocifisso, al quale si conformava nel martirio, nella suprema testimonianza. Il villaggio bengalese di Shimulia lo aveva visto protagonista per dodici anni di un impegno umile e silenzioso, ma incisivo, per restituire una dignità ai "senza casta" e per costruire, anticipando profeticamente l'intento giubilare della Chiesa del Terzo Millennio, un dialogo ecumenico tra cristiani, musulmani e indù. Camisano ha voluto commemorare un figlio insigne della sua terra, che si è speso per i fratelli fino al sangue.
Il programma per ricordare il 25° del suo martirio è stato realizzato con una veglia missionaria tenuta il 14 ottobre e la Giornata Missionaria, celebrata la domenica successiva, ravvivate dalla "verve" di p. Arduino Rossi, compagno di missione di p. Valeriano, con la presenza dei Saveriani della Casa di Vicenza.
L'ottobre è stato pure gratificato dal folclore di un balletto bengalese. Il volume "Pozzo Profondo" scritto da p. Silvano Garello, presentato con successo nel salone del Municipio di Camisano nell'ottobre '98, esalta le tappe della vita di p. Cobbe, immolatosi per il Bangladesh. La sua fiamma è tuttora accesa fra quanti l'hanno conosciuto e amato.








