P. Attilio Boscato, l’amico dei poveri
P. Attilio Boscato ci ha lasciato dopo 48 anni missione. Sabato 23 aprile, con i familiari e la comunità cristiana, lo abbiamo ricordato nella chiesa parrocchiale di Montecchio Precalcino.
“L’aiuto dato a tantissima gente, cioè lo sforzo di alleggerire il dolore e la miseria dei più sfortunati, mi ha aiutato ad essere meno egoista e a valorizzare le persone per la loro dignità e non per il loro rango sociale”.
P. Attilio ha scritto questa frase per i suoi cinquant’anni di ordinazione sacerdotale (nel 2019) e in questo modo ha presentato tutta la sua vita di missionario in Bangladesh. Ci ha lasciato il giorno di Pasqua, a Dhaka, il 17 aprile. Aveva 78 anni; era nato il 30 agosto 1943 a Montecchio Precalcino (VI) in una famiglia numerosa con atri due fratelli e sette sorelle.
Padre Attilio è partito per Bangladesh nel 1974. Ha lavorato 10 anni nella missione di Shimulia, nella Diocesi di Khulna. Poi, ha prestato il suo servizio presso il Centro Catechetico Nazionale di Jessore (1984-1990). Dal 1993 al 2019 è stato nella diocesi di Mymensingh, affiancando il primo vescovo di Mymensingh, mons. Francis, nelle varie attività pastorali. Ha costruito la Cattedrale di Mymensingh e altre strutture, come ostelli per ragazzi e ragazze dell’etnia Mandi. Ha aiutato anche tantissime ragazze perché potessero studiare come infermiere.
Insieme a p. Riccardo Tobanelli, aveva collaborato nel progetto dei medici italiani che venivano a Mymensingh per effettuare interventi chirurgici. Per molti anni è stato incaricato della Casa di accoglienza saveriana di Asad Gate, a Dhaka. Nel 2019 era tornato ad Asad Gate, impegnato in diverse attività e anche di presenza presso la missione di Noluakuri, affiancando p. Giovanni Gargano nelle attività di ministero.
ln 48 anni di missione, p. Attilio, persona umile, era amato dai poveri, perché ha condiviso la loro condizione. Si è messo in gioco per alleggerire il dolore e le sofferenze dei più sfortunati. Così, la sua vita di fede laboriosa ha acquistato significato ed è stata di grande testimonianza dell’amore di Dio in un Paese musulmano. Se, nel giorno dei suoi cinquant’anni di Messa, chiedeva scusa per i suoi limiti, il Signore nel giorno di Pasqua lo ha innalzato vicino a sé, in una nuova vita di pace e di gloria. Grazie p. Attilio!







