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P. Aldo Marchiol, Un cuore grande in un corpo d’argilla

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Un ricordo del friulano p. Aldo Marchiol a quindici anni dalla sua uccisione, avvenuta in Burundi.

Padre Aldo non aveva certamente la faccia da martire. A vederlo ispirava una simpatica tenerezza. Nonostante il sorriso che increspava le sue labbra, si capiva che non era un campione di salute. Tutto questo però non gli ha impedito, nel 1978 a 48 anni, di partire per il Burundi, di imparare una lingua difficile e di restarvi per 17 anni.

La notte del 30 settembre del 1995 finiva i suoi giorni ucciso dai militari nella missione di Buyengero, assieme a p. Ottorino Maule di Gambellara (VI) e alla laica trentina Catina Gubert. Una vendetta. La vera colpa di p. Aldo e dei compagni è stata quella di aver preso sul serio il vangelo.

Coraggio, fede e bontà

I tempi erano difficili. Il Burundi, uno Stato grande come la Lombardia, aveva avuto già centinaia di migliaia di morti per odio etnico. Voler mantenere il potere da parte di una esigua minoranza tutsi (14%), aveva creato dall'indipendenza in poi una strategia del terrore, che eliminava chi cercava di distinguersi a livello intellettuale, sociale o economico: tutti coloro che in qualche modo potevano dare fastidio al regime.

I missionari, espulsi nel 1977, sono tornati nel Paese dopo dieci anni. Anche p. Aldo era stato espulso, ma poi era riuscito a tornare. Certo, a causa della sua salute, aveva timore di essere di peso ai confratelli, però aveva tanto coraggio, tanta fede e tanta bontà.

Non poteva correre su e giù per la missione come gli altri confratelli: questa era la sua croce.

Lui la portava pazientemente cercando di sopperire alla quantità del lavoro apostolico con la profondità di un cuore innamorato del Signore e attento al prossimo.

Un uomo raccolto in Dio

La gente del Burundi era contenta di questo "friulano" così lontano dal cliché di altri friulani forti e attivissimi. Non aveva i loro talenti, ma ne aveva altri, forse non così appariscenti ma ugualmente speciali, che un occhio attento e sensibile poteva scoprire e beneficiarne.

Scriveva sempre le sue omelie, continuava a studiare la lingua così difficile e profonda, fatta di proverbi che era bene conoscere e usare con proprietà, perché il vangelo passasse più agilmente nei cuori dei burundesi. Ma soprattutto p. Aldo era un uomo di preghiera. Un uomo raccolto in Dio.

Quando alcuni giovani avevano chiesto ai missionari se sarebbero andati via come tutti gli altri bianchi, loro risposero: "No! Noi rimaniamo con voi". E così è stato. Sono rimasti lì, all'ombra del campanile di Buyengero in quelle tre piccole tombe, come segno di una testimonianza estrema, sull'esempio di Gesù che non ha esitato a dare la vita per amore di tutti gli uomini.



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