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“Osare la vita”, Esperienza di comunità

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Quest’anno è stato per noi, giovani del gruppo “Emmaus” ricco di incontri sulla vita eucaristica, con riflessioni profonde ed emozioni intense. Il gruppo è nato all’interno dell’università di Salerno.

Guidati dal cappellano p. Ezio Marangoni, i giovani hanno vissuto alcuni giorni di convivenza comunitaria presso la casa dei missionari saveriani in città, soffermandosi sul tema “l’evangelizzazione del cuore profondo: per un cammino di liberazione”.

Un salto di fede per guarire

Ci siamo posti un obiettivo: sentirci personalmente interrogati dalla domanda che il Signore aveva rivolto al paralitico di Betzaeta: “Vuoi guarire?” (Gv. 5,1-18). Infatti, per recuperare il senso di una “guarigione” interiore consapevole, occorre partire da un’autentica conoscenza di se stessi - capacità, limiti, fragilità, responsabilità - e da un sano rapporto con Dio.

È stato, dunque, rivolto ai partecipanti l’invito a valutare concretamente la possibilità di ri-orientare la propria realtà intima sulla base della Parola, per gustare la piena umanità dei figli di Dio e prendere in mano la vita. Per “osare la vita”, dobbiamo fare un salto di qualità nella fede. Questo richiede che noi abbandoniamo preconcetti e pregiudizi, pacifichiamo eventuali sensi di colpa e scegliamo di metterci seriamente in cammino verso la verità e la libertà.

Preghiera e testimonianza

Nel nostro programma, momenti di meditazione silenziosa e di preghiera si sono alternati a scambi nei gruppi, sempre in un clima di sincera accoglienza e profondo rispetto dell’altro. Molto interessante e piacevole si è rivelata anche la presenza di un laboratorio pratico-manuale. Rompendo i soliti schemi, abbiamo usato i colori a tempera per esprimere noi stessi in modo più naturale e istintivo.

Hanno avuto un posto di rilievo anche le testimonianze dei missionari, in particolare quella di Carmine e Nuccia, coppia di laici saveriani in attesa di partire per la missione. La scelta della vita missionaria comincia sempre da una conversione personale e matura nella scoperta di essere amati da Dio in maniera unica, per poi estendersi al mondo che è attorno.

Fraternità nella gioia

I giorni trascorsi insieme sono valsi, infine, a rafforzare il sentimento di fraternità che ci unisce come gruppo. Ci hanno fatto sperimentare la bellezza di condividere tempo e spazio non solo per i grandi ideali, ma anche per le piccole cose. In piccoli gruppi, ad esempio, a turno ci siamo succeduti nel servizio quotidiano alla comunità. Abbiamo anche animato le serate con canzoni del karaoke e balli, cementando le amicizie e attivando la voglia di vivere nella gioia.



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