Ogni vocazione è missionaria
(di Carmelitana Scalza)
Penso che lo spirito missionario si potrebbe definire “il motore” di ogni vocazione contemplativa, mentre l’amore ne è l’anima, specialmente per le carmelitane scalze, figlie di Santa Teresa di Gesù e sorelle di Santa Teresa di Gesù Bambino, patrona delle missioni.
L’amore che anima le nostre giornate fa sì che tutta la nostra esistenza, donata a Dio, possa diventare preghiera incessante per tutte le necessità dell’umanità, specialmente quella ferita.
L’amore è tutto, è eterno
Un giorno S. Teresa di Gesù Bambino scrisse: “Considerando il corpo mistico della chiesa, non mi ero riconosciuta in alcuno dei membri descritti da san Paolo, o piuttosto volevo riconoscermi in tutti; la carità mi dette la chiave della mia vocazione. Capii che, se la chiesa ha un corpo composto di diverse membra, l'organo più necessario, più nobile di tutti non le manca, capii che la chiesa ha un cuore, e che questo cuore arde d'amore. Capii che solo l'amore fa agire le membra della chiesa... capii che l'amore racchiude tutte le vocazioni, che l'amore è tutto, abbraccia tutti i tempi e tutti i luoghi, in una parola che è eterno” (MB 254).
Da bambina ebbi modo d’incontrare tanti missionari che in diversi periodi dell’anno venivano nella nostra parrocchia per condividere la loro esperienza tra gli ultimi e per coinvolgere tutta la comunità parrocchiale nell’attività di sostegno materiale e spirituale alle missioni. Ciò che mi colpiva profondamente era la gioia dei loro occhi, il loro farsi prossimo da chi era bisognoso di tutto.
La donazione totale di sé
Questo tratto così umano e così divino dell’amore mi faceva desiderare la missione, per raggiungere tutti e perché a tutti giungesse l’amore di Dio. Nell’esperienza della Carmelitana di Lisieux, il mio cuore ha trovato la risposta ai grandi desideri che lo animavano e che tuttora al Carmelo mi spingono ogni giorno a vivere per Dio e per i fratelli.
L’esperienza della preghiera è stata decisiva, perché ho scoperto che posso abbracciare il mondo intero e sostenere i passi di chi, ogni giorno, affronta mille difficoltà.
L’apostolato di una carmelitana scalza è la donazione totale di se stessa nella vita di preghiera, silenzio, lavoro, solitudine e vita fraterna.
Alimentiamo la vita di preghiera anche con la lettura delle riviste missionarie, che tengono il cuore desto per non perdere mai di vista le necessità di tanti popoli e l’attività di chi è impegnato in prima linea.
Camminare accanto a chi soffre
Vivere lo spirito missionario, essere missionarie al Carmelo, significa camminare accanto a chi soffre, nella fede, nella speranza e nell’amore, vivendo la solidarietà e la compassione nella preghiera viva, che coinvolge interamente la nostra umanità.
Santa Teresa di Gesù, nostra Madre, insisteva affinché la preghiera fosse per ogni carmelitana scalza una vera esperienza di amicizia e d’incontro con Gesù.
È impossibile che una vera amicizia non porti a condividere le gioie e le sofferenze, i desideri, i sogni e le speranze dell’Amico.
All’inizio, ho fatto un piccolo cenno alla gioia che ho visto brillare negli occhi di tanti missionari. È la gioia dell’amore gratuito, la gioia di entrare quotidianamente nel Mistero pasquale di Gesù, una gioia che anch’io trovo al Carmelo.





