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Mozambico: la strategia. Il 14 ottobre si celebra la Giornata dei martiri saveriani, ma poche settimane fa, in Mozambico, a perdere la vita in odio alla fede è stata la suora comboniana suor Maria De Coppi, 84enne originaria di Santa Lucia di Piave (TV). Era nel Paese africano dal 1963. L’assalto alla missione di Chipene non è stato un evento isolato, ma parte di una progressione di assalti condotti dagli insorti (probabilmente legati all’autoproclamata Provincia dello Stato Islamico in Mozambico), avviata a fine agosto nelle due province settentrionali dello stato. L’obiettivo degli jihadisti sembra quello di alleggerire la pressione esercitata dalle forze mozambicane e loro alleate (in primis i militari inviati dal Ruanda) nei distretti settentrionali di Cabo Delgado. Estendendo l’area del conflitto, gli insorti sperano di costringere i militari regolari a disperdere le proprie forze. Le autorità mozambicane sembrano al momento preferire difendere i distretti di Palma e di Mocimboa da Praia, dove sono concentrati i giacimenti di gas e petrolio. Non è un caso che l’Unione Europea (che vede nel Mozambico un importante futuro fornitore di idrocarburi) ha annunciato l’invio di nuovi aiuti militari al Paese. Abbandonare gli altri distretti del nord Mozambico agli insorti rischia però di fare pendere almeno parte della popolazione dalla parte degli jihadisti, con gravi conseguenze per la stabilità dell’intera area.

Crisi trascurate. Non era mai successo prima che le dieci crisi di profughi più trascurate in tutto il mondo si trovassero in Africa. L’elenco dei primi Paesi comprende Congo RD, Burkina Faso, Camerun, Sud Sudan, Ciad, Mali, Sudan, Nigeria, Burundi ed Etiopia. Per stilare questa triste graduatoria, sono stati considerati tre criteri: l’assenza di finanziamenti, l’insufficiente copertura da parte dei media e la mancanza di azioni politiche e diplomatiche internazionali. Scarsa copertura mediatica che coinvolge anche i conflitti per terra, acqua e lavoro in Brasile, secondo l’annuale rapporto elaborato dalla Commissione Pastorale della Terra (CPT).  

p.6 Pakistan alluvionePakistan: disastro apocalittico. I numeri contenuti nel nuovo rapporto realizzato da Caritas Pakistan sulle alluvioni che da mesi stanno flagellando il Paese dell’Asia meridionale tratteggiano l’identikit dell’apocalisse: quasi mille morti, oltre 1.300 feriti, più di 670mila case distrutte. Senza contare i quasi 800mila capi di bestiame (un patrimonio) uccisi dalla furia delle acque. In totale, il 72% della nazione sta subendo la violenza dalle inondazioni. Ed è difficile raggiungere e soccorrere tutti.

Riforme Vaticane. Con la costituzione apostolica “Praedicate evangelium”, il Papa riforma il governo della Chiesa e lo apre a tutti i fedeli. Francesco ha voluto inserire nel testo la possibilità di porre anche i laici alla guida dei dicasteri. È un aspetto innovativo, in quanto l’autorità non deriva più dal grado gerarchico di cui si è investiti. E, detto fatto, tra i nuovi membri del Dicastero per i vescovi voluti da Papa Francesco, sono state nominate tre donne, due religiose e una laica. Finora, questo istituto, che si occupa tra l’altro dell’elezione dei pastori diocesani, era formato solo da cardinali e vescovi.
Inoltre, lo stato della Città del Vaticano ha aderito ufficialmente alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. La Santa Sede intende così “contribuire e dare il proprio sostegno morale agli sforzi di tutti gli Stati per cooperare in una risposta efficace e adeguata alle sfide poste dal cambiamento climatico per la nostra umanità e per la nostra casa comune”.

Nuovi santi. Domenica 9 ottobre sono proclamati santi Giovanni Battista Scalabrini, vescovo di Piacenza e fondatore della Congregazione dei missionari e delle missionarie di San Carlo Borromeo, e Artemide Zatti, laico salesiano ma non presbitero. Migranti e malati sono le categorie di persone a cui questi nuovi santi si sono dedicati nella loro vita pur da due diversi punti di osservazione. La canonizzazione è l’occasione per riscoprire le loro storie.

L’iniziativa

Gesù si è fatto povero per voi

p.6 Giornata dei poveri“La Giornata mondiale dei poveri (13 novembre 2022) torna anche quest’anno come sana provocazione per aiutarci a riflettere sul nostro stile di vita e sulle tante povertà del momento presente. Dopo la pandemia, quanti poveri genera l’insensatezza della guerra! Dovunque si volga lo sguardo, si constata come la violenza colpisca le persone indifese e i più deboli. Più cresce il senso della comunità e della comunione come stile di vita e maggiormente si sviluppa la solidarietà. Davanti ai poveri non si fa retorica, ma ci si rimbocca le maniche e si mette in pratica la fede attraverso il coinvolgimento diretto. Ciò su cui dobbiamo riflettere è il valore che il denaro possiede per noi: non può diventare un assoluto, come se fosse lo scopo principale. Non si tratta, quindi, di avere verso i poveri un comportamento assistenzialistico, come spesso accade; è necessario invece impegnarsi perché nessuno manchi del necessario. La povertà che uccide è la miseria, figlia dell’ingiustizia, dello sfruttamento, della violenza e della distribuzione ingiusta delle risorse.

L’indagine

Geografia del cristianesimo

p.6 CardinalGregoryUn secolo fa, il 65% della popolazione cattolica mondiale viveva in Europa. Oggi, questa percentuale è scesa sotto il 25%, mentre quella relativa al Sud America è quasi il 40% e in Africa subsahariana si sta avvicinando al 20%. La geografia della Chiesa sta cambiando molto, come mostra Marco Ventura su La Lettura. In questo senso, è significativo che l’argentino Papa Francesco sia il primo pontefice non europeo dopo il siriano Gregorio III nell’VIII secolo e il primo latinoamericano. Le nuove espressioni spaziali della fede riguardano anche le nomine dei cardinali. Nel 2020 è stato per la prima volta designato per questa carica un nero americano, mons. Wilton Daniel Gregory (a destra). 
p.6 Poola AnthonyAll’ultimo concistoro è stata la volta del primo dalit, ovvero un intoccabile fuori dal sistema delle caste indiane, mons. Anthony Poola; mentre Mongolia, Paraguay, Singapore e Timor Est avranno i loro primi cardinali di sempre.
Questa direzione impressa alla Chiesa da Papa Francesco si basa sul principio per cui “il tempo è superiore allo spazio”. Così, in un mondo in cui si tende a privilegiare gli spazi di potere rispetto ai tempi dei processi, occorre al contrario dare inizio a processi invece che possedere spazi. L’orizzonte temporale, e non quello spaziale, è quello che può aiutare ad affrontare le situazioni difficili e i cambiamenti imposti dalla realtà. Entro la metà del secolo, circa un cristiano su tre vivrà in Africa. E tra i Paesi con il maggior numero di cristiani, ai primi dieci posti non ci sarà nemmeno uno stato del Vecchio Continente (Federico Piana).

La nomina

Valente nuovo direttore di Fides

p.6 valente foto Siciliani Gennaio SirIl cardinale Luis Antonio G. Tagle ha nominato Gianni Valente nuovo Direttore dell’Agenzia Fides. Già redattore dell’Agenzia, Valente è nato a Roma nel 1963. Laureato in Storia dell’Oriente, nel 1989 ha iniziato a lavorare alla rivista mensile "30Giorni nella Chiesa e nel mondo", allora animata dalla fede di don Giacomo Tantardini (1946-2012), presbitero lombardo che ha vissuto la sua vocazione a Roma fin dai primi anni Settanta. Dal settembre 2012 Valente lavora presso l’Agenzia missionaria Fides, nel Palazzo di Propaganda Fide. Ha scritto soprattutto articoli riguardanti le vicende delle comunità cristiane e dei Paesi del Nord-Africa e del Medio Oriente. Nel 2013, l’Emi ha raccolto nel volumetto “Francesco, un Papa alla fine del mondo” le interviste concesse (tra il 2002 e il 2009) a Gianni Valente e a sua moglie Stefania Falasca da Jorge Mario Bergoglio, allora Arcivescovo di Buenos Aires, pubblicate in precedenza sulla rivista 30Giorni.



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