Skip to main content
Condividi su

Novembre è un mese triste. Vediamo gli alberi spogliarsi delle foglie, il sole compare pallido all'orizzonte o scompare tra le nuvole scure. Poi viene la pioggia, che dà un senso di freddo, anche se la stagione invernale è solo alle porte. Forse perché ci fa assistere ad una specie di lento morire della natura, il mese di novembre è stato scelto per il ricordo dei nostri defunti. La liturgia si è adattata al ritmo delle stagioni. È triste novembre; ma porta con sé anche un bagliore di speranza.

Sappiamo che la natura non muore, ma dorme; e dopo il lungo sonno dell'inverno, si desterà a primavera. Così è dei nostri morti. San Paolo scriveva ai Tessalonic-esi: "Non voglio che ignoriate, fratelli, la sorte che attende coloro che sono morti, perché non abbiate a continuare nel dolore come coloro che non hanno speranza" 1 Tess. 4, 13. È il consolante annunzio della risurrezione.

I nostri corpi sono stati deposti nella terra, un luogo sacro che i nostri antichi chiamarono "cimitero", dalla parola greca che significa "dormitorio": i nostri morti – secondo l'usuale fraseologia - "si sono addormentati nel Signore". Di là si risveglieranno, anzi sono già davanti al Signore, "vestiti in candide vesti e portando palme nelle mani" Apocalisse 7, 9.

È con questa gioiosa certezza che pensiamo ai nostri morti. Noi Saveriani, in questo mese, non pensiamo solo ai nostri famigliari che ci hanno preceduto nel Regno dei Cieli, ma ricordiamo anche la ormai lunga schiera di missionari che hanno lasciato questa vita da quel lontano 1901, quando nella remota Cina il primo Saveriano, p. Caio Rastelli, sfinito dalle fatiche, spiccò il volo per il Cielo. Ci piace contemplarli, radiosi nel volto, accanto al Fondatore, il beato Guido Maria Conforti.

Il ricordo va anche ai genitori e parenti dei nostri missionari, che il Signore ha premiato per il dono prezioso che hanno fatto del loro figlio: forse la Famiglia saveriana e le famiglie dei nostri formeranno in Cielo un medesimo gruppo, esultante nella gioia del Signore. In questa schiera di beati non mancheranno i nostri benefattori, quelli che ci hanno aiutato con la preghiera, con l'offerta dei propri dolori e sacrifici, ed anche coloro che ci hanno aiutato con il denaro, magari con i due spiccioli della povera vedova, o con l'abbondanza del ricco che volle partecipare all'impresa dell'apostolato, offrendo a Dio parte dei suoi averi: sarà beato anche lui, per quella meravigliosa opera della grazia che fa passare i cammelli per la cruna dell'ago.

Dio benedica tutti i nostri defunti e li raccolga nella pace e nella beatitudine del suo Regno.



Scarica questa edizione in formato PDF

Dimensione 6467.12 KB

Gentile lettore,
Continueremo a fare tutto per portarvi sempre notizie d'attualità, testimonianze e riflessioni dalle nostre missioni.
Grazie per sostenere il nostro Giornale.


Altri articoli

Edizione di Marzo 2003
Se non perdòno, non posso pregare il Padre nostro Don Oscar Romero fu ucciso, mentre celebrava Messa, perché aveva avuto il coraggio di denunciare i…
Edizione di Maggio 2015
Il 13 marzo 2015, allo scadere del secondo anno di pontificato, papa Francesco ha annunciato a sorpresa l’indizione di un anno santo straordinario, d…
Edizione di Marzo 2006
Messico, una Costituzione massonica Tre parole si ripetono per 13 volte nella dichiarazione del 22 giugno 2004 che promulgava la beatificazione di 1…
Logo saveriani
Sito in costruzione

Portale Unico dei Saveriani in Italia

Stiamo finalizando la nuova versione del portale

Saremmo online questa estate!

Ti aspettiamo...

Versione precedente del sito