Notizie dalle Filippine
Padre Sandro Barchiesi, Saveriano di Ancona ci mette a conoscenza della vitalità missionaria della Comunità cristiana in cui lavora
Il recente Primo Congresso Nazionale Missionario, svoltosi a Cebu il settembre scorso, esprime in modo chiaro l'impegno sempre più consistente che la Chiesa filippina si sta prendendo per la missione in tutto il mondo. Il Papa chiese un più deciso coinvolgimento da parte dei cristiani filippini nel farsi protagonisti della missione, in modo particolare nelle nazioni asiatiche. Tale invito fu riproposto nel recente Sinodo per l'Asia e fu sottolineato ulteriormente dal documento finale "Ecclesia in Asia".
La Conferenza Episcopale Filippina ha indirizzato una lettera pastorale ai cristiani filippini dal titolo: "La missione della Chiesa nel nuovo Millennio", (5 luglio 2000}: "I cristiani filippini si facciano carico della missione affidata loro in modo speciale !fa Giovanni Paolo Il, quella di divenire gli evangelizzatori dell'Asia".
Il contenuto di tale lettera è di ulteriore provocazione ad una Chiesa locale, coinvolta fortemente nella soluzione di problemi locali e nazionali; ad una Chiesa che ha fatto la scelta prioritaria dei poveri durante il Secondo Concilio plenario della Chiesa Filippina nel 1991; ad una Chiesa che si è aperta al dialogo con i filippini di fede islamica; ad una Chiesa che sta diventando sempre più coinvolta in una "missionarietà laicale" attraverso i milioni di filippini che lavorano all'estero, e che portano con sé una forte fede cristiana in grado di rafforzare a volte le deboli o minute comunità cristiane in altre nazioni asiatiche.
Il movimento missionario cresce e si esprime sempre più anche attraverso la Società Missionaria delle Filippine. In essa sacerdoti locali sono preparati e inviati in diverse nazioni del mondo. Lo stesso avviene nel Seminario san Lorenzo Ruiz dove si cura la preparazione più specifica di sacerdoti che svolgeranno la missione in Cina. Il Congresso ha colto tutte queste provocazioni e le ha fatte proprie con l'adesione di centinaia di partecipanti provenienti da tutte le diocesi dell'arcipelago filippino. La loro risposta è stata chiara nella dichiarazione finale.
Con i nostri vescovi desideriamo affermare che:
Noi crediamo che ciascuno di noi, in forza del battesimo e della confermazione, diventi vero membro attivo della missione di Gesù; che ogni cristiano è missionario quando prega e quando lavora, quando parla e testimonia, attraverso tutto il suo essere.
Noi crediamo che ogni Comunità cristiana, ogni famiglia e vicinato, ogni parrocchia e diocesi; ogni Comunità che si raduna e ogni Comunità ecclesiale di base, persino ogni momento di incontro cristiano, è e deve essere sempre più missionario, perché parte del "corpo missionario" di Cristo sulla terra.
Noi crediamo che questa vocazione alla missione debba essere realizzata prima di tutto "in casa", nella nostra nazione, dovunque viviamo e agiamo attraverso il lavoro e la fatica, in seno a tutta la società filippina, che in questo tempo deve essere profondamente, ampiamente e realmente realizzata. Oggi soprattutto i nostri giovani ci pongono grosse sfide nel nostro modo di vivere la fede e la vita cristiana.
Noi crediamo che, i cattolici filippini, siano pure mandati come missionari ad gentes a persone che ci sono vicini nel gran continente dell'Asia e oltre, a persone che non hanno ancora ricevuto il gran dono di Gesù e la credibile Buona Notizia del suo Vangelo.
Noi crediamo che l'ora di questo invio sia "ora", perciò supplichiamo lo Spirito Santo di scendere su di noi "come vento forte e lingue di fuoco", affinché noi possiamo andare nel suo nome e con la sua potenza e speranza che sono pure suoi doni.
Durante il congresso fu distribuito anche materiale audiovisivo per facilitare la diffusione dell’impegno missionario in ogni settore e ad ogni livello. Esso, infatti, non è esclusivo di un’età, ma coinvolge tutti i cristiani, dai piccoli agli adulti e anziani








