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Notizie: "Cuore Amico", Angola, Molucche, Mongolia, Bolivia

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Assegnati a Brescia i premi "Cuore Amico" 2001

È l’attività in favore dei malati e dell’affermazione del diritto alla salute il denominatore comune del sacerdote, della suora e del laico ai quali è stato assegnato quest’anno il "Premio Cuore Amico", noto come Nobel missionario e unico riconoscimento a livello nazionale per i missionari italiani.

bepi de cilia burundi Il Premio, che è giunto all’undicesima edizione, consegnato il 6 ottobre a Brescia, è stato attribuito al missionario Dehoniano p. Aldo Marchesini, alla Canossiana madre Gina Gamba e a Claudio Vezzaro. Ciascuno di loro ha ricevuto 100 milioni di lire, per finanziare le proprie iniziative umanitarie.

Padre Aldo Marchesini, originario di Bologna, è medico chirurgo e da molti anni presta la propria opera in Mozambico, presso l’ospedale di Quelimane; il suo è un impegno a 360 gradi, che riguarda anche i carcerati e i bambini malnutriti, senza trascurare l’attività pastorale. Madre Gina Gamba, proveniente da Almé (Bergamo), svolge la propria missione in Africa dal 1960, organizzando ospedali e dispensari. Claudio Vezzaro è un laico di Busto Arsizio, disabile a causa di un incidente stradale occorsogli quando era bambino. Lavora in Thailandia, a fianco dei bambini portatori d’handicap, aiutandoli a vincere l’emarginazione a cui vengono condannati dalla società.

Angola: a Namacunda le forze ribelli attaccano la missione

I missionari Oblati in Angola hanno inviato un messaggio al Superiore Generale, in cui informano che i ribelli dell’Unita hanno attaccato Namacunda. I missionari, tutti scampati all’attacco, erano esausti dopo la fuga attraverso la foresta. Fortunatamente la casa e la chiesa non sono state toccate. Sono state bruciate, invece, più di 85 case; due persone sono state uccise; due seriamente ferite (il custode della chiesa cattolica e un membro della polizia); 4 macchine sono state bruciate e altre distrutte. L’ospedale di Namacunda è stato bombardato, così come il comando locale di polizia.

Nessuno si sente al sicuro, anzi si respira la paura. Molte famiglie si sono ritrovate senza casa e in questa stagione fa molto freddo. Manca il cibo e tutti i luoghi di lavoro sono paralizzati. Il vicario della diocesi nel pomeriggio dello stesso giorno ha reso visita ai missionari per confortarli. I cristiani hanno cercato rifugio nella foresta ma sempre con la paura di essere scoperti dai ribelli. "Non si sa cosa potrà ancora accadere – concludono nel loro messaggio gli Oblati – e affidiamo il nostro lavoro a sant’Eugenio e a nostra Signora, Madre degli afflitti e Regina della pace. Contiamo molto sulla vostra preghiera e su quelle di tutta la Congregazione".

Indonesia, Molucche: centinaia i luoghi di culto distrutti lo scorso anno

Centinaia di chiese e moschee sono state distrutte lo scorso anno nell’arcipelago indonesiano delle Molucche. Lo ha rilevato il "Comitato di indagine sulle violazioni dei diritti umani per l’intermediazione nelle Molucche" che ha calcolato il numero di edifici religiosi abbattuti nei dodici mesi del 2000. Dalla ricerca risulta che nelle Molucche settentrionali sono andate distrutte 117 moschee e 37 chiese, mentre nel resto dell’arcipelago i luoghi di culto demoliti sono in tutto 163. Le mai sopite tensioni tra cristiani e musulmani residenti nell’arcipelago si sono intensificate a partire dal gennaio 1999. Da allora si sono verificati numerosi scontri, in certi periodi quasi quotidiani, che in alcuni casi hanno degenerato in assalti in massa e distruzioni.

Un monaco buddista "benedice" la figlia che ha ricevuto il battesimo

Un monaco buddista, un Lama, in Mongolia, ha approvato e "benedetto" la conversione della figlia al cattolicesimo. Nella domanda preparata per chiedere ufficialmente il battesimo, la neo-battezzata, Gereltuya ha scritto le parole del padre allorché le ha permesso di ricevere il battesimo: "Segui la strada che hai scelto, là troverai la grazia e la via che porta a Dio". Gereltuya ha ricevuto il battesimo insieme a 18 adulti e alcuni loro figli. Ella ha detto di aver conosciuto il cristianesimo mentre lavorava come domestica nella casa delle religiose. Lo stesso è accaduto ad un certo Eukhasaikhan, che simpatizzò con il cristianesimo vedendo un film nel 1989. Una volta approvata la legge sulla libertà religiosa, molti mongoli hanno chiesto il battesimo, "perché il cristianesimo – hanno detto – ci consente di parlare direttamente con Dio, e non attraverso il Lama". Le suore del Cuore Immacolato di Maria, che lavorano in Mongolia da qualche anno, dicono che fa molta impressione il lavoro che esse svolgono per i poveri e gli handicappati. Seguendo il loro esempio, molti si impegnano in questa assistenza. Secondo le leggi mongole, nessuno può chiedere il battesimo prima dei 18 anni.

Bolivia: rivolta degli oriundi

L’autunno scorso una rivolta dei contadini ha paralizzato la Bolivia per tre settimane. Nella vallata ben 35.000 famiglie di contadini coltivano la coca, dalle cui foglie di sapore amaro si estrae la cocaina. Essi non sono trafficanti di droga, ma questo lavoro costituisce praticamente l’unico loro sostentamento. Il Governo ora non vuole più saperne di coca: si tratta di un impegno internazionale. Da qui l’eliminazione con la forza delle coltivazioni da una parte e resistenza dei contadini dall’altra. Entro il 31 dicembre 2000 era prevista la distruzione di ben 20 mila ettari di piantagioni in virtù del progetto "Dignità o obiettivo coca zero". Il problema è che ancora non c’è nulla per sostituire la coca, in quanto è mancato il sostegno a produzioni alternative quali banane, tè, caffè. In queste condizioni la Chiesa, attraverso gli organismi di difesa dei diritti umani, ha offerto il suo aiuto per favorire il dialogo fra le parti, cosa non facile visto il clima di violenza e la possibilità di una guerra civile. Per arrivare ad una soluzione il Governo ha dovuto cedere al 90% delle richieste degli indios dell’altopiano, ma non sulla questione della coca. La distruzione delle piantagioni dunque continua: è un’esigenza morale, anche se per la gente della valle è una questione di sopravvivenza.

Pesaro, bomboniere per la solidarietà

Il Comitato "Chiama l’Africa" di Fano (PS) propone – per i matrimoni, comunioni, battesimi, cresime, feste di laurea, anniversari – di offrire le Bomboniere della Solidarietà, il cui ricavato va a beneficio di un Centro di pronto soccorso notturno in Zambia per ragazzi di strada, orfani e malati di Aids. Il Centro è gestito dalla Comunità Papa Giovanni XXIII di Rimini, fondata da don Oreste Benzi, in Zambia dal 1985. Al posto della bomboniera, una pergamena (valore 10 mila lire) nella quale sono spiegate le motivazioni della scelta e le finalità del progetto. Per ulteriori informazioni: Italo Nannini, tel. 0721/865586, e-mail chiamalafricafano@libero.it



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