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Notizie: Bangladesh, China, Chiama l'Africa, Hong Kong

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Bambini lavoratori in Bangladesh possono bere solo tre volte al giorno

Il lavoro minorile in Bangladesh, uno dei Paesi più poveri del mondo, si svolge in condizioni disumane. A cominciare dalla durata, che va dalle 8 del mattino alle 11 della notte per 30 giorni al mese. Disumane le leggi all’interno dei laboratori: non sono ammessi ritardi, pena forti multe; il ritardo d’un solo minuto, ripetuto tre volte, costa un giorno di paga. In caso di malattia c’è da portare il certificato medico; ma nessuno va a consultarlo perché una visita costa più d’un mese di lavoro.

Il lavoro va fatto in piedi: chi si siede o si appoggia al muro è picchiato dal personale di sorveglianza. Le condizioni sanitarie sono ugualmente terribili: nel 30% delle fabbriche l’acqua è a disposizione soltanto dalle 9 alle 9,30; i piccoli lavoratori possono bere al mattino, durante la mezz’ora di pausa, a mezzogiorno e la sera. Non è permesso bere secondo le necessità, perché più si beve e più si perde tempo per andare al bagno. Il tempo è contato. Più di 3 minuti ed è tolta la paga di un’ora. Le luci sono scarse; gli ambienti sovraffollati e senza aspiratori. Le malattie imperversano: le famiglie delle vittime non ricevono alcun indennizzo.

La situazione è orribile anche dal punto di vista della sicurezza; gli impianti elettrici sono mal costruiti e provocano spesso incendi in cui molti perdono la vita perché non si può fuggire, essendo chiusi i cancelli. Tutto ciò è consentito, perché queste fabbriche (sono circa 2000) fanno entrare enormi quantità di valuta estera nel Paese: infatti quello che producono è destinato per lo più all’esportazione verso i mercati statunitensi ed europei. Eppure il salario di questi bambini è di 7, massimo 10 dollari il mese. E neanche tutti i mesi!

Scuola viaggiante tra gli zingari del Bangladesh

Don Renato Rosso, della diocesi di Alba da otto anni condivide la vita con gli zingari del Bangladesh. Ovviamente non può essere missionario nel senso classico del termine "ma a nessuno è proibito di amare" dice. Tra gli zingari egli ha aperto le scuole viaggianti, "non tanto perché essi imparino a leggere e far di conto – ha detto don Renato – ma perché il gruppo prenda coscienza che ha una scuola come gli altri e che i loro bambini sono normali, con gli stessi diritti di tutti i bambini".

A chi gli ha chiesto che tipo di evangelizzazione fa, don Renato ha risposto: "Se riesco ad aiutare qualche musulmano o indu a diventare più misericordioso, meno violento, ad amare di più il suo prossimo, a rispettare i diritti degli altri, specialmente delle donne e dei bambini, tutto questo lo chiamo evangelizzazione. Io non sono stato mandato in Bangladesh e in India da un’Organizzazione filantropica, ma da Gesù Cristo: questa è la differenza: la mia antropologia è cristiana.

Io ho un modello di uomo, che è Gesù Cristo, e cerco di aiutare me stesso e qualcun altro ad essere più uomo.

Cina: lo Stato affida una scuola agli Oblati

I tre missionari Oblati che si trovano nell’isola di Lantau saranno presto investiti di un’altra responsabilità pastorale: la cura di una nuova scuola Elementare e Secondaria. Tungchung è una zona in rapida espansione, sorta vicino al nuovo aeroporto di Hong Kong, situata nell’isola di Lantau. Una grande scuola, che accoglierà classi elementari e secondarie, sarà terminata per l’inizio dell’anno scolastico.

Si tratta di un edificio di nove piani, interamente costruito per volontà e con i finanziamenti governativi. Con uno straordinario gesto di generosità, il Governo ha affidato la gestione di questo Istituto scolastico alla Chiesa cattolica , Questa è la terza scuola affidata alle cure degli Oblati; le altre due sono un Istituto di istruzione elementare e uno di istruzione superiore a Kowloon.

Bomboniere per la solidarietà

Il Comitato Chiama l’Africa di Fano (PS) propone – per matrimoni, comunioni, battesimi, cresime, feste di laurea, anniversari – di offrire le Bomboniere della Solidarietà, il cui ricavato va a beneficio di un Centro di pronto soccorso notturno in Zambia per ragazzi di strada, orfani e malati di Aids. Il Centro è gestito dalla Comunità Papa Giovanni XXIII di Rimini, fondata da don Oreste Benzi, in Zambia dal 1985.

Al posto della bomboniera, una pergamena (valore 10 mila lire) nella quale sono spiegate le motivazioni della scelta e le finalità del progetto. Anche l’organizzazione Emergency riceve spesso il ricavato di qualche Lista di nozze, offerto per le sue necessità. Una delle ultime somme è stata consegnata dalla famiglia del camionista morto nella tragedia del S.Gottardo qualche mese fa, "perché aveva appena chiesto il Conto Corrente Postale di Emergency: voleva fare un versamento per il compleanno del figlio di 7 anni".

La vera storia di un prodotto di fascino esotico

Nel distretto di Tai Hang, nell’isola di Hong Kong, sorgono i Tiger Balm Gardens, i Giardini del Balsamo di Tigre. Costruiti nel 1935 e costati, allora, la strabiliante cifra di sedici milioni di dollari di Hong Kong, i giardini sono, da una parte, considerati l’esempio più grottesco di arte statuaria cinese, dall’altra, forse proprio per la nomea che si sono meritata, una delle attrazioni più visitate del territorio.

Il loro costruttore Aw Boon Haw era l’artefice del successo mondiale che ha riscosso la commercializzazione della formula segreta tramandatagli dal padre, un erborista cinese di nome Aw Chu Kin. Questi, alla fine dell’Ottocento, era emigrato dalla Cina verso la Birmania in cerca di fortuna. Poco prima della sua morte, avvenuta nel 1906, inventò un unguento a suo dire miracoloso, capace di guarire tutti i mali del sistema respiratorio, punture d’insetti, dolori addominali, stiramenti muscolari. Secondo i propositi e le speranze di Aw Chu Kin, questa medicina, composta esclusivamente di erbe da lui selezionate, avrebbe finalmente posto fine alle ristrettezze economiche della famiglia, sennonché nessuno a Rangoon volle dar credito alle parole di un vecchio medico.

La morte di Kin cadde come una scure sulla sua famiglia: la moglie dovette vendere tutti i suoi beni, solo per poter far fronte alle spese dei funerali e l’unica cosa che i due figli ereditarono fu la ricetta della pomata miracolosa. Aw Boon Haw e Par decisero di tentare ancora una volta la commercializzazione della medicina, cambiandole nome.

Dato che l’ideogramma cinese con cui era scritto il nome di Haw corrispondeva a quello della tigre, la pomata venne chiamata Balsamo di Tigre. In pochi mesi a Rangoon il balsamo divenne talmente famoso, che i fratelli ampliarono il loro mercato. Par andò a Singapore e Haw a Hong Kong. La scelta, ancora una volta, si dimostrò azzeccata. Dalle due città, crocevia dei commerci mondiali, il balsamo varcò gli oceani per approdare in 75 Paesi di tutto il mondo.



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