Non resta che agire e raccontare!
Sono andata in Congo RD a trovare un amico, p. Emmanuel Adili, che ho avuto la fortuna di conoscere quando era a Desio. Mi ha sempre colpita la sua grande apertura mentale, la sua disponibilità a discutere di grandi questioni che trascendono la teologia e intrecciano anche altri pensieri. Uno dei momenti più forti è stato l’incontro con i suoi genitori, con i quali abbiamo celebrato una Messa in swahili ricordando i nostri cari… Per un momento Bukavu e Desio, l’Africa e l’Europa, non sembravano così lontane. In generale, durante l’esperienza, mi ha colpito quanto ciò che si sente sull’Africa sia vero. Quanto indigna la mancanza di una serie di diritti che qui, in Occidente, chiamiamo fondamentali, universali! I missionari dedicano la loro vita e tante risorse per queste persone, tanti altri non perdono l’occasione di lucrare sulla vita della povera gente, togliendole dignità. Sono meccanismi che fanno parte della società del consumo e dell’individualismo dilagante, non ne sono scevri i contesti che vivo anch’io tutti i giorni a Milano o a Desio. E fa indignare che i paesi occidentali siano responsabili del male che si percepisce anche solo camminando per le strade di terra rossa. Mi impegnerò per sostenere una causa: Ek’abana. È un progetto di suor Natalina Isella (e non solo) che cerca di dare una seconda possibilità in particolare a bambine che vengono accusate di stregoneria per ignoranza o superstizione. La domanda di senso che mi ha provocato è quella che mi viene da proporre a chi mi chiede di raccontare quanto ho visto e vissuto: come è possibile che noi viviamo così? Gli standard che ci siamo costruiti - sanità pubblica, democrazia - sono specchietti per le allodole, se si basano sullo sfruttamento e annichilimento di milioni di persone (in Africa come in tante altre parti del mondo).
Ad un/una giovane che desidera vivere questa esperienza dico di aprire il cuore, gli occhi e la mente. Di dialogare, di informarsi, di cercare di capire e di scavare sempre un po’ di più. L’importante è non lasciare che il nostro cuore si indurisca alla luce dei problemi delle nostre quotidiane esistenze.







