Skip to main content

Non possiamo essere pessimisti…

Condividi su

Oggi, nei confronti della missione sembra essere di moda il pessimismo. Di fronte alla complessità della realtà attuale, così diversa da quella in cui la missione appariva chiara e ciò che si doveva fare era evidente e sorretto da una tradizione secolare, c’è addirittura qualcuno che ha la miopia di affermare che la missione è finita, non ha più senso. A costoro è necessario fare presente che la missione non è nostra, ma di Dio. E il suo protagonista è lo Spirito del Signore Risorto, come Luca ci ha mostrato negli Atti degli Apostoli e i Papi dei nostri tempi ci hanno sapientemente richiamato. Se l’attore principale della missione è Dio stesso, come si può essere pessimisti?

Viene opportuna l’interessante lezione che Dio ha dato al profeta Elia, agli inizi della storia della nostra fede. Per reagire al re Acab e alla regina Gezabele, che avevano introdotto in Israele il culto di Baal, il profeta Elia aveva sfidato i sacerdoti di Baal per vedere se il vero Dio era Yahveh oppure Baal e li aveva sconfitti e ridicolizzati davanti a tutto il popolo. La regina Gezabele voleva perciò ucciderlo. Elia fugge lontano verso l’Oreb e si rifugia in una grotta per passarvi la notte. Qui Dio gli rivolge la parola: “Cosa fai qui, Elia?”. Il profeta dice tutto il suo scoraggiamento, secondo la sua lettura della situazione: “Gli Israeliti hanno abbandonato la tua alleanza, hanno demolito i tuoi altari, hanno ucciso di spada i tuoi profeti: sono rimasto solo e cercano di uccidere anche me”.

Per due volte esprime questa sua constatazione. Ma Dio contraddice il suo pessimismo e la sua miopia: “Su, ritorna sui tuoi passi, verso il deserto di Damasco: giunto là ungerai Cazael come re di Aran e Ieu come re di Israele, e sappi che io mi sono riservato in Israele settemila persone che non hanno piegato le ginocchia davanti a Baal”. Settemila è un numero simbolico, significa un numero molto grande, che non si può contare.

Anche a Paolo è capitata un’esperienza simile a proposito di Corinto. I primi approcci avevano confermato a Paolo la triste fama di questa città cosmopolita, si chiedeva se valesse la pena perdere tempo per quella gente, ma Dio gli dice: “Non avere paura, continua a parlare e non tacere, perché io sono con te e ho un popolo numeroso in questa città”.

I due episodi ci dicono il rischio che sempre corriamo di leggere la storia non con gli occhi di Dio, ma solo con occhi umani, non cogliendo l’azione dello Spirito del Signore Risorto, che va oltre i nostri schemi e le nostre valutazioni. È questa azione che il nostro servizio alla missione deve scoprire: è certa e non dipende da noi. Non può mai esserci spazio per il pessimismo: la missione non è mai in crisi perché è azione di Dio; in crisi possono essere le modalità del nostro servizio, non la sua azione.

Ricordiamo un’osservazione importante del cardinal Martini, in sintonia con altre che abbiamo riportato in queste nostre riflessioni: “A partire dalla Pasqua di Gesù inizia il tempo della crescita del Regno e dell’azione comune tra la libertà umana e lo Spirito di Cristo che abbraccia l’intero universo: ogni uomo e ogni donna può incontrare il Risorto attraverso percorsi diversi e inediti, percorsi dettati dagli atteggiamenti interiori di ciascuno”.

Ecco, lo Spirito del Signore Risorto è “in missione” in tutto il mondo, in ogni persona… Apriamo gli occhi e collaboriamo.



Scarica questa edizione in formato PDF

Dimensione 3054.89 KB

Gentile lettore,
Continueremo a fare tutto per portarvi sempre notizie d'attualità, testimonianze e riflessioni dalle nostre missioni.
Grazie per sostenere il nostro Giornale.


Altri articoli

Edizione di Luglio/agosto 2010
Il 6 giugno s'è tenuta la festa degli amici dei saveriani, atto conclusivo dell'iniziativa missionaria "Costruiamo insieme la città dell'uomo", per s…
Edizione di Gennaio 2015
(di: Basile e Severin) Il terzo evento si è svolto lunedì 8 dicembre, festa dell’Immacolata Concezione, nella parrocchia di San Patrizio a Parma. La…
Edizione di Maggio 2025
Natalia, mamma di p. Gianni Brentegani, è salita al cielo venerdì 4 aprile all’età di 95 anni. Ecco il ricordo del nostro caro e prezioso collaborato…
Logo saveriani
Sito in costruzione

Portale Unico dei Saveriani in Italia

Stiamo finalizando la nuova versione del portale

Saremmo online questa estate!

Ti aspettiamo...

Versione precedente del sito