“Non cerco un lavoro, ma...”
Carissimi,
nell’augurarvi un “ottobre missionario” carico di preghiera e di impegno, animati dalla carità di Cristo per l’umanità intera, desidero dare tutto questo piccolo spazio alla testimonianza di una giovane lettrice che, insieme alla lettera, ha inviato un bel curriculum.
Una cosa strana: “non cerca un lavoro, ma vuole raccontare qualcosa e gettare un ponte”. Con uno spirito così, la missione di Cristo certamente continua nel mondo di oggi. Spero che altri lettori - giovani e adulti - si sentano invogliati a “raccontare e a gettare ponti”, così da creare una fitta rete di comunicazione missionaria. Grazie, Olinda, e auguri!
- p. Marcello, sx.
Ho 25 anni e ho sempre avuto l’Africa nel cuore. Non so dare una spiegazione di questa mia propensione.
Ma ogni volta che pensavo al mio futuro, l’unica cosa che sentivo forte dentro era l’Africa, senza un perché. Dopo averla tanto sognata e cercata, a settembre del 2005, sono finalmente andata a vederla l’Africa. Sono partita per raggiungere un amico sacerdote missionario in Madagascar. Qui ho trovato molto più di quello che cercavo: ho trovato risposte e conferme; ho trovato domande. È stata un’esperienza bella e profonda, difficile da descrivere con le parole.
La cosa più bella che ho visto è stata la chiesa missionaria.
Ho visto Dio, passare dalle mani e dagli occhi degli uomini e delle donne di Dio, e questo cambia la vita e cambia il mondo e cambia gli occhi. Ho visto lo spendersi generoso e gratuito. Ho visto persone felici di una felicità che non conoscevo. E poi, ho visto il mondo, che è nella mente di Dio e nelle mani degli uomini. Mi si è aperto il cuore; mi si è aperta la mente. E mi sono chiesta per chi, per cosa valga la pena impegnarsi e spendersi totalmente.
Sono tornata a casa con la consapevolezza che i semi che Dio ha sparso nel mio cuore fino ad ora, cominciano a germogliare. Il messaggio d’amore di Gesù e quel mondo semplice e povero, che lui ha detto “beato!”, mi riempiono ogni giorno di una gioia nuova. Ma con la gioia e la consapevolezza dell’amore di Dio che mi avvolge, cresce in me il desiderio di “provare con le opere ciò che credo con il cuore” e di mettermi in gioco in prima persona per questo Gesù, che mi ama e mi chiama.
Cos’ho a disposizione? Queste braccia e questo cuore, una laurea in architettura e un discreto curriculum, l’interesse per l’utilizzo di materiali semplici e poveri, le realizzazioni a basso costo, l’impiego di tecniche locali, l’integrazione con l’esistente…; un’architettura che nasce a stretto contatto con l’ambiente e con l’uomo, che la produce e la vive. Di altro, ho da offrire una versatilità d’impiego, spirito d’adattamento, capacità d’imparare, buona volontà e spirito d’avventura.
Cosa ci si può fare? Ho imparato che Dio apre vie grandi in modi inaspettati.
Non cerco un lavoro. Cerco una strada, e il modo di condividere i talenti che Dio mi ha donato. Spero di poter essere utile...
- Olinda, Reggio Calabria.








