Nello slum di Bangkok, il vangelo cambia la vita
Da circa sei mesi, ci stiamo sistemando nella nuova zona di Bangkok, Klong Toey. Proprio vicino all’enorme Centro commerciale della metropoli, si estende la più grande baraccopoli di Bangkok, con le sue 44 suddivisioni. La scuola è per noi il punto di partenza dove trovare tutti i ragazzi, buddhisti per la maggior parte, ma anche alcuni cattolici.
Padre Alex ha accompagnato qualche ragazzo a casa per conoscere la famiglia e scoprire ferite, gioie e minacce di Klong Toey. Allo stesso tempo, rimango meravigliato dal senso di comunità della gente, che vive come in una famiglia allargata, e dalla disponibilità all’accoglienza. Mi stupisco del desiderio di condividere le fatiche di tutti i giorni e dell'amore manifestato nella cura di anziani e malati.
La gente si confida volentieri, ha una delicatezza e un rispetto ammirabili di tutto ciò che è religioso, al di là di ogni appartenenza.
A volte qualche bambino buddhista si ferma per la Messa. Nelle aree più belle lo slum sembra un presepio. Piccole casette in legno attaccate, stradine strette, qualche ponticello che oltrepassa i canali con l'acqua che scorre...
Io sto bene, nonostante lo studio della lingua a volte mi obblighi a stare sui libri giornate intere. Ma la lingua è indispensabile per entrare nella vita e nei problemi della gente... Questo mondo orientale è tanto diverso dal nostro e anche tutto da scoprire. Credo di vederne solo la superficie per ora... Da quel che posso capire, mi piace la collaborazione che vedo nella chiesa Thailandese: si lavora tutti insieme per dare il nostro contributo al Regno di Dio.
Il vangelo cambia la vita, feconda la cultura, libera la persona, trasforma la società. Forse qualcosa si sta pian piano muovendo.
p. Alessio Crippa, sx - Bangkok, Thailandia.








