Nella nuova missione in Mozambico
Padre Fabio sarà in Italia in estate, per un po' di riposo... Intanto ci racconta qualcosa della sua esperienza missionaria in Mozambico.
A fine gennaio ho lasciato la missione di Chemba, villaggio sul grande fiume Zambesi, dove ho lavorato negli ultimi cinque anni. Ora sono a Dondo, una cittadina di circa 70mila abitanti, distante trenta chilometri da Beira, la seconda città del Mozambico, che si affaccia sull'oceano Indiano.
Per capire bene quello che state leggendo, vi invito a guardare la foto dove è immortalata la comunità saveriana di Dondo, riunita sotto l'immagine del nostro fondatore beato Conforti.
Il parroco distratto
Il primo a destra è padre Polo (ma il suo vero nome è Apolinar Rodrigues Rojas), messicano e guadalupano. Perché dico così? Perché con i messicani non è facile capire se è più importante il Signore Gesù o la Vergine di Guadalupe. È un artista: ha dipinto il presbiterio della chiesa di Chemba con motivi eucaristici, grano e uva; sa cantare e recitare poesie.
Soprattutto, ha il dono della calma, tanto che in Messico l'hanno soprannominato "Tartaruga". Un esempio: a tavola quando io ho già messo il piatto a lavare, lui sta ancora cominciando il primo, anche perché ha sempre molte cose da raccontare. Sa anche cucinare, ma è distratto e spesso dimentica la pentola sul fuoco (non solo ha bruciato fagioli e polli, ma ha anche bucato le pentole!). Lui è il parroco della missione di Dondo.
I due giovani carioca
Padre Reinaldo Freitas, brasiliano (al centro con la maglietta bianca), è sacerdote da pochi mesi (ordinato il 15 agosto 2009). Ha studiato teologia a Parma e ha tanti bei ricordi dell'Italia, ma si è tirato dietro un... difetto: è tifoso dell'Inter! È arrivato in Mozambico a novembre e adesso è impegnato nello studio della lingua chisena. Se la cava già benino. Gli piace la spiaggia del mare e sa imitare gli altri missionari in maniera divertente.
Francisco Batista (secondo da sinistra) è un giovane brasiliano che ha chiesto di collaborare per un paio d'anni con i saveriani del Mozambico. È arrivato a fine febbraio e ha iniziato alcune attività con la commissione diocesana di "giustizia e pace". Ha già esperienza in questo settore pastorale, poiché vi ha lavorato per sette anni nella città brasiliana di Belém.
Un futuro pieno di... lavoro
Infine ci sono io, primo a sinistra. Sono vicario parrocchiale e incaricato dell'economia. A livello diocesano sono stato nominato responsabile della pastorale biblica. Sto cercando di conoscere la realtà parrocchiale e diocesana. Indubbiamente la vita - anche pastorale - in città è molto diversa dalla zona rurale, dove ho lavorato per nove anni. La missione di Dondo è formata da 12 comunità in zona urbana e 14 in zona rurale. A Pasqua abbiamo avuto 182 battesimi.
L'anno pastorale inizia a febbraio, come l'anno scolastico. La chiesa mozambicana è una realtà in crescita continua e noi saveriani siamo qui per dare il nostro contributo. La disoccupazione è un problema che non tocca noi missionari. Perciò nel mio futuro vedo molto lavoro. Accompagnateci con la vostra preghiera. Un cordiale saluto nel Signore.









