Nel nome della Pace
Commovente e indimenticabile. Non ci sono altri aggettivi per descrivere l’incontro “Israele e Palestina, volere la pace - Dialogo tra due padri”, avvenuto il 24 ottobre a S. Cristo, anteprima del Festival della Pace che si è svolto a novembre a Brescia con numerosi appuntamenti.
La chiesa era gremita come non mai per ascoltare le testimonianze di Bassam Aramin, palestinese, e Rami Elhanan, israeliano. Due padri che in anni diversi hanno perso le proprie figlie, uccise dalle parti opposte. Due lutti come quelli che si stanno susseguendo in questo anno in un Medioriente messo a ferro e fuoco. Loro, però, hanno deciso di compiere la stessa scelta: abbandonare la via dell’odio. La loro storia è stata raccontata nel libro di Colum McCann “Apeirogon”, edito da Feltrinelli (2022).
Ascoltare dal vivo le loro parole ha provocato un effetto dirompente. Il dolore si è trasformato in una nuova ragione di esistere, in una missione da perseguire, raccolta dal Circle parents, associazione che riunisce genitori israeliani e palestinesi che hanno perso dei figli in questo eterno conflitto. “Non siamo chiamati ad ammazzarci, possiamo parlarci”, hanno detto. In uno scambio che ha lasciato spazio anche a momenti d’ironia tra i due, diventati amici, la pace diventa sempre più un’esigenza concreta dei popoli, anche quando pare solo una non scelta e un’utopia per governanti e terroristi. E poi il grande macigno lanciato su tutti noi, perché la guerra non è solo delle parti interessate. “In Occidente invece di fornire armi ad Israele dovreste esercitare il diritto di chiedere umanità…”. “Da italiani dite al vostro governo di riconoscere lo Stato di Palestina con i confini del 1967”. Una lezione di vita che si può riascoltare e vedere su https://www.youtube.com/watch?v=o02S_Ur3HRY








