Missioni Notizie: Congo Rd, Kazakistan, Egitto, Anglicani...
Martiri e minoranze
Congo RD: uccisa religiosa. "Ancora una volta persone innocenti sono vittime della violenza di uomini armati". Lo ha detto mons. Richard Domba, vescovo di Dungu-Doruma, alla notizia dell'uccisione di una religiosa congolese, suor Jeanne Yemgane, infermiera e oftalmologa, ex superiora delle agostiniane di Dungu. Dopo aver finito il suo mandato come superiora, suor Yemgane continuava la sua attività infermieristica. Si trovava in un veicolo insieme ad altre persone, quando è stata attaccata da uomini armati. Gli assalitori sembrano essere ribelli dell'Esercito di resistenza del signore (Lra), il gruppo ugandese attivo da tre anni nell'area nordorientale del Congo.
• Kazakistan: "visti" ai missionari. La chiesa in Kazakistan attende passi avanti su due questioni fondamentali: il rilascio dei visti ai missionari stranieri e le limitazioni alla libertà religiosa. Nel Paese, con oltre 15 milioni di abitanti a maggioranza musulmana, vivono una comunità cristiana ortodossa (il 13%) e una comunità cattolica di circa 200mila fedeli, dedite ad attività pastorali e sociali. I missionari stranieri sono costretti spesso a visti turistici di tre mesi, che li obbligano a lasciare il paese e a rientrare ogni volta. Inoltre, lo Stato mantiene uno stretto controllo su tutte le attività religiose e non consente alcuna iniziativa missionaria senza autorizzazione. Tuttavia, si riscontrano crescenti dimostrazioni di fiducia da parte delle autorità verso i cristiani che fanno ben sperare per il futuro.
Primi passi...
• Egitto: solidarietà tra la gente. Mons. Michael Louis Fitzgerald, nunzio apostolico, a più di un mese dall'attentato di Capodanno ad Alessandria d'Egitto costato la vita a 23 cristiani copti, rileva grande solidarietà fra cristiani e musulmani, testimonianze di vicinanza e attestati di amicizia. Il Paese è rimasto unito nonostante i recenti tragici avvenimenti. "C'è un'inchiesta del governo in corso, ancora non si conoscono i responsabili dell'attentato, né è stata fatta alcuna rivendicazione". La risposta della popolazione è stata comunque positiva, sebbene lo stato d'apprensione della comunità cristiana sia ovviamente aumentato, tanto da chiedere più volte maggior rispetto dei loro diritti.
• Un diploma... "pigmeo". Brunelle Ibula è la prima ragazza pigmea che ha conseguito il diploma di stato in Congo RD. Per l'occasione, si è svolta una cerimonia nella sede vescovile di Inongo. L'Ufficio per il coordinamento diocesano delle scuole cattoliche ha avviato un progetto di scolarizzazione di trenta ragazze pigmee, dieci delle quali potranno conseguire il diploma in pedagogia. L'Ufficio per il coordinamento le assumerà come insegnanti nella missione di Mpenzwa, nelle scuole per giovani pigmei. La speranza è che insegnanti e mamme possano migliorare la società pigmea.
• L'Ordinariato anglicano. La congregazione per la Dottrina della Fede il 15 gennaio ha eretto l'Ordinariato personale di Nostra Signora di Walsingham, destinato ai fedeli anglicani di Inghilterra e Galles che hanno espresso il desiderio di entrare nella chiesa cattolica. L'Ordinariato integra pienamente gli anglicani, conservando elementi liturgici, pastorali e spirituali della loro tradizione. A guidarlo, è stato chiamato il reverendo Keith Newton che, dopo l'ordinazione a sacerdote cattolico, ha dichiarato: "Non è nostra intenzione bruciare i ponti alle nostre spalle, ma costruirne altri; per me questo evento fa parte del pellegrinaggio di fede iniziato con il battesimo".
Una storia speciale
• Luca e Giulia: il vangelo in Africa. Una giovane coppia (32 anni lei e 31 lui) di Grosseto con due figli, Samuele ed Emilia, e il terzo in arrivo, ha deciso di approdare a Taninga, in Mozambico, per un'esperienza missionaria di quattro anni. Dopo la formazione al Centro di fraternità missionaria di Piombino, guidato dal saveriano p. Carlo Uccelli, e il mandato ricevuto dal vescovo, ecco la partenza. Spiega Giulia: "La scelta della missione la coltiviamo da quando eravamo fidanzati; dopo il matrimonio ci siamo chiesti come vivere il vangelo insieme. Abbiamo partecipato agli incontri per tre anni tra dubbi, incertezze, entusiasmo e scoperte da cui è scaturito il ‘sì' alla partenza".
Luca e Giulia sono andati con l'idea di vivere tra la gente per comprenderne esigenze e difficoltà e cercare soluzioni. "I nostri figli fanno amicizia con molta naturalezza e spesso sono un ponte di relazione con altre famiglie; la gente ha capito che siamo qui per testimoniare l'amore di Dio". E a chi obietta che c'è molto da fare anche in Italia, rispondono: "Siamo una famiglia che parte, mentre sono in molti a rimanere".








