Missioni Notizie: Africa a Bruxelles, Bangladesh, Dialogo, Indonesia
Iniziative incoraggianti
L'Africa sbarca a Bruxelles. Al Parlamento europeo di Bruxelles dall'8 al 12 settembre s'è svolta la "Settimana di attenzione sull'Africa" con personaggi dell'arte, della cultura, della società e della politica. L'evento s'inseriva nell'ambito delle iniziative per l'anno europeo del dialogo interculturale.
Su richiesta di Luisa Morgantini (vicepresidente dell'Europarlamento) erano presenti alcune organizzazioni italiane: Rete Pace per il Congo, la Commissione Giustizia e Pace degli Istituti missionari italiani, Chiama l'Africa e Beati i costruttori di pace. È stata esposta la mostra ideata da Chiama l'Africa ("Persone: Africa, società civile, cambiamento"), settanta sagome di africani. Inoltre, i rappresentanti delle 4 associazioni hanno consegnato una lettera aperta agli europarlamentari, informandoli sulla situazione in Congo RD e avanzando proposte mirate per migliorare la condizione della popolazione congolese.
Il saveriano p. Silvio Turazzi ha espresso soddisfazione per l'iniziativa: "Abbiamo portato l'Africa dentro il Parlamento europeo, chiedendo un impegno più consapevole e deciso all'Europa verso questo grande continente sfruttato e dimenticato".
• Bangladesh: in difesa degli indigeni. La Caritas del Bangladesh si è attivata per difendere i diritti delle popolazioni indigene sulle terre ricevute in eredità dagli avi. Molte famiglie sono prive di documenti che attestino la proprietà della terra che occupano, ma anche quelli che li possiedono rischiano di vedersi contestare la proprietà. Di solito, gli indigeni sono proprietari attraverso il cosiddetto "possesso terriero tradizionale". Lo Stato sta espropriando le comunità tribali con il pretesto di realizzare parchi ecologici e altri progetti. Di fatto, molti terreni sono già stati occupati da musulmani... invadenti.
Per la convivenza
• Dialogo cristiano islamico. È stata fissata per lunedì 27 ottobre la VII edizione della Giornata ecumenica del dialogo cristiano islamico. Ideata all'indomani dell'11 settembre, di solito la giornata era celebrata l'ultimo venerdì del mese di ramadan. Da quest'anno è stato deciso un giorno specifico e la scelta è caduta sul 27 ottobre in ricordo del primo incontro interreligioso promosso ad Assisi nel 1986. La giornata del dialogo cristiano islamico è un'occasione di incontro e di reciproca conoscenza per favorire il rispetto e la convivenza. L'edizione 2008 avrà come tema "La gioia del dialogo" (http://www.ildialogo.org/).
• Indonesia: documento per la pace. Poco prima della festa dell'indipendenza (17 agosto), rappresentanti delle sei religioni riconosciute nel Paese (buddismo, confucianesimo, induismo, islam, cattolicesimo e protestantesimo) hanno siglato un documento congiunto in cui affermano di respingere ogni forma di violenza perpetrata nel nome della religione e chiedono a tutte le entità della nazione di sostenere i principi della pace e dell'armonia. I sei rappresentanti hanno esortato tutti i leader religiosi a essere coerenti, a promuovere l'umanità e la moralità, a difendere i diritti dei più deboli.
Una storia speciale
• San Freinademetz: un trentino cinese. Durante le vacanze a Bressanone, il Papa è salito a Oies, un paesino a 1500 metri in val Badia, 15 abitanti e poche case. Qui, infatti, nel 1852 era nato san Josef Freinademetz, missionario verbita che si definiva "cinese in tutto e per tutto". Freinademetz era entrato in Cina con la mentalità del "colonizzatore", sicuro della propria superiorità culturale. Poi, però, è rimasto sorpreso dalla cultura di quel popolo, tanto da indossare solo vesti cinesi. La sua storia è avventurosa e ancora capace di affascinare. In Cina ha vissuto 29 anni, prima nella zona di Shantung, poi a Taikia dove nel 1908 è morto e dove ha chiesto di essere sepolto. Il suo corpo ha trovato posto sotto la 12ª stazione della Via Crucis e la sua tomba è diventata punto di riferimento e meta di pellegrinaggi dei cristiani. Diceva: "Voglio essere cinese anche in cielo". Freinademetz, unico santo della diocesi di Bolzano-Bressanone, è stato beatificato nel 1975 da Paolo VI e canonizzato nel 2003 da Giovanni Paolo II.
Benedetto XVI ha indicato l'attualità della testimonianza di san Freinademetz: "Era sicuro che un giorno la Cina si sarebbe aperta al vangelo".








