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Il 3 e 4 luglio scorsi, p. Alex, Lery, Putera ed io abbiamo partecipato a un’attività di animazione missionaria ad Agropoli, organizzata dal Gruppo locale, con la collaborazione dei Saveriani. Siamo stati accolti calorosamente nella parrocchia di Santa Maria delle Grazie dai bambini che ci aspettavano con grande entusiasmo.

Il primo incontro, guidato da p. Alex, aveva come tema “Una missione senza confini”. Prima di introdurre l'argomento, ha coinvolto i bambini nel canto I Love You Jesus, accompagnato da semplici gesti, seguito da un breve momento di presentazione reciproca. P. Alex ha poi diviso i bambini in quattro gruppi, distribuendo a ciascuno un cartellone e dei pennarelli colorati. Ha chiesto di esprimere - con parole e disegni - che cosa significasse per loro la parola missione. I bambini si sono messi subito all’opera con fantasia e creatività: alcuni hanno disegnato un aereo, perché per loro essere missionari significa partire verso luoghi nuovi; altri hanno descritto la missione come un cammino di apprendimento, fatto di nuove lingue, culture e tradizioni da scoprire.

Terminato il primo incontro, ci siamo trasferiti alla chiesa del Sacro Cuore, dove abbiamo giocato e condiviso momenti di fraternità con i bambini. Nel pomeriggio, Lery ha proposto il secondo tema, dedicato all'empatia, ispirandosi alla parabola del Buon Samaritano, e i bambini hanno partecipato con grande interesse alle attività proposte. La prima giornata si è conclusa con la vendita di alcuni manufatti artigianali sul sagrato di Santa Maria delle Grazie: il ricavato sosterrà la missione saveriana in Ciad.

Il secondo giorno, le attività si sono svolte presso la chiesa di Sant’Antonio, dove Putera ha animato l’ultimo incontro sul tema dell’amicizia. È stato proiettato un breve video per aiutare i bambini a capire che la vera amicizia non conosce confini: supera differenze di cultura, lingua e ogni altra diversità. L’amicizia autentica, infatti, nasce dall’empatia, dalla capacità di comprendere e condividere i sentimenti degli altri, proprio come insegna la parabola del Buon Samaritano che non si lasciò fermare dalle differenze culturali o sociali, ma seppe tendere la mano a chi aveva bisogno.

L’esperienza si è conclusa con la Santa Messa nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo, presieduta da p. Alex Brai. Nell’omelia, ha invitato tutti i fedeli a partecipare alla missione della Chiesa, ciascuno secondo la propria vocazione, ricordando che non è necessario partire per terre lontane per essere missionari: anche la collaborazione, la preghiera e il sostegno alle opere missionarie sono modi concreti per contribuire all'annuncio del Vangelo.



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