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"Non si rimane mai fermi..."

Nel 1988 sono tornato nel Paranà, a Londrina, come parroco della parrocchia "Nossa Senhora de Fatima", vicino al seminario liceale. La parrocchia contava circa 30mila persone, distribuite in otto grandi quartieri. C’erano anche due favelas, vicino alle quali abbiamo costruito un asilo per i bambini.

I frutti delle missioni popolari

Abbiamo impostato la "pastorale del bambino", che provvede anche ai servizi di igiene e di alimentazione di base. I bambini neonati e di pochi mesi venivano pesati e nutriti con latte e farine di integranti alimentari. Esisteva già un gruppo di famiglie che aveva formato una comunità di base. Poi è sorto anche un gruppo di giovani e di adolescenti sani, con fede convinta.

Nel 1996, dopo la beatificazione del fondatore dei saveriani, mons. Conforti, sono stato inviato come viceparroco a Piraju, nella regione di San Paolo. Dovevo formare il gruppo vocazionale e il gruppo missionario. Con loro, organizzavo le "missioni popolari" nelle favelas e nei luoghi dove il sacerdote non andava da tempo. Durante le Messe parrocchiali raccontavo le esperienze missionarie dei saveriani brasiliani nel mondo. Così il gruppo missionario è cresciuto e anche il gruppo vocazionale ora ha seminaristi diocesani e saveriani e alcune suore.

Con i bambini bisognosi

Il mio ultimo incarico in Brasile è stato quello di parroco a Piracicaba, nella parrocchia "Cuore Immacolato di Maria", che ha 39mila abitanti. Qui, ho ritrovato p. Roberto Beduschi. La sfida era costituita da circa 30 sette protestanti che con 40 centri di culto volevano attrarre la popolazione, in maggioranza cattolica.

La parrocchia ha sedici comunità cristiane che guidano il culto domenicale con la spiegazione della Parola e la distribuzione dell’Eucarestia, quando non è possibile celebrare la Messa. Tutte le comunità hanno avviato numerose attività e corsi di formazione.

Ci sono anche molte altre attività, come la "pastorale del bambino", gli incontri per giovani e coppie, il rinnovamento carismatico. Aiutati da sei volontarie, abbiamo costruito un asilo per 50 bambini dai 3 ai 6 anni, in una zona dove 540 famiglie vivono nella miseria. Abbiamo aiutato 175 bambini della stessa età, attraverso il centro Caritas e abbiamo recuperato i ragazzi di strada in età scolastica attraverso l’associazione "Educando con lo sport".

Ora tutte queste attività sono seguite da tre saveriani: p. Domenico Borrotti, saveriano dell’appennino tosco emiliano, p. Mario Tognali, saveriano bresciano e p. Roberto Mazeto, saveriano brasiliano.

Con voi, non sono solo

Qualche mese fa, i miei superiori mi hanno proposto di aderire al progetto di "avvicendamento", lavorando per qualche anno qui in Italia, nella comunità saveriana di Cremona. Così, altri missionari possono andare o tornare in missione, in uno dei 15 Paesi in cui lavorano gli 821 missionari saveriani.

Occorrono nuovi missionari che possano fare tanto bene, aiutando le persone bisognose, attraverso le opere sociali, evangelizzando le famiglie e intere comunità, trasmettendo la fede viva in Gesù.

In America latina, in Africa e in Asia ci sono immensi campi di missione, dove si deve rispondere al grande desiderio di Gesù: "Il mio sangue è sparso per voi e per tutti, per il perdono dei peccati. Andate in tutto il mondo e predicate il mio vangelo a tutti i popoli. Io sarò con voi tutti i giorni".

In missione non si va mai da soli. C’è Gesù e lo Spirito Santo che ci accompagnano; ci sono le congregazioni missionarie, come la famiglia saveriana, che si impegnano; ci sono tanti laici missionari, come il cremonese Andrea Franzini, che decidono di dedicare vari anni della loro vita alla missione. Ci sono le comunità parrocchiali e i gruppi missionari che ci sostengono; ci sono i monasteri che pregano... Ci siete voi, cari amici, che ci seguite con simpatia e affetto.

Sono davvero tanti coloro che accompagnano i missionari con il sostegno spirituale e materiale.

Insieme lavoriamo e preghiamo, per dimostrare che Dio ama l'umanità.



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