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Missione famiglia: Rimpiangendo la sanità italiana

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Eccoci di nuovo a raccontarvi qualcosa della nostra vita a Laranjeiras do Sul, nel Brasile meridionale. Siamo con i missionari saveriani p. Mario Tognali (bresciano), p. Gabriele Guarnieri (cremonese) e p. Diego Pelizzari (bergamasco). Da alcuni mesi stiamo scrivendo su questa rubrica dedicata alla "famiglia missionaria".

Non c'è il medico di fiducia

Alessandra - A luglio ci è parso di tornare a sei mesi fa, quando la nostra famiglia era - 24 ore su 24 - "tutti insieme appassionatamente": le scuole infatti erano chiuse per le vacanze... invernali. E mentre in Italia siete alle prese con "Caronte" e "Lucifero", qui siamo con maglie di lana e combattiamo l'influenza!

Abbiamo conosciuto da vicino la sanità brasiliana: naturalmente, da questo punto di vista, ci troviamo meglio in Italia! Non che qui manchino dottori competenti, ma non c'è il "medico di fiducia", e ancor meno "il mio pediatra"! Se stanno male, i bambini vanno in ospedale (tipo pronto soccorso che è sempre gratuito, tranne i fine settimana), o da un medico privato. Solo che la nostra pediatra privata non ha un recapito, un cellulare, una mail... Devo telefonare alla segretaria e prendere appuntamento. Sono già quattro giorni che aspettiamo questo benedetto appuntamento per la piccola Miriam. Sento nostalgia del nostro pediatra marchigiano...

Con gli indio kaingang

Alessandro - Sì, siamo alle prese con l'influenza. Dopo Francesco, sono stato io a cadere steso sul letto: tre giorni con 39 di febbre. Padre Diego dice che oltre all'influenza mi sono preso una "stancata". In effetti, il giorno prima di finire "steso", eravamo stati al villaggio degli indio kaingang, invitati alla festa organizzata per commemorare l'inizio della conquista sostanziale della loro terra, che in modo formale era stata riconosciuta come proprietà degli indio. Alcune settimane fa, infatti, sono iniziate a uscire le famiglie degli "occupanti illegali".

Era una giornata bellissima: senza una nuvola in cielo, sembrava primavera. Siamo arrivati al villaggio che già gli uomini stavano cucinando il churrasco, la carne alla brace. Ma non pensate alla carbonella... Avevano scavato due fossati nel terreno, riempiti di tronchi che bruciavano e sopra - non esagero - avevano sistemato almeno 500 pali (lunghi come lance) a mo' di spiedini, ciascuno con il suo pezzo di carne infilzato che pesava minimo 2 chili. Roba da non credere!

All'ora del pranzo, tutti in fila, ognuno con il piatto e le posate portate da casa, pronti a prendere il proprio pezzo di carne. Poi, man mano, ognuno andava via con il suo "spiedino" che conficcava a terra, mangiando all'ombra di un albero...

Anche noi abbiamo pranzato insieme al "popolo" e ci siamo facilmente adattati. Soprattutto Miriam che, in quanto a mangiare, si è fatta una buona fama (chiedete ai missionari!); lei si trova a proprio agio soprattutto nei villaggi.

In ogni caso, la giornata è andata così: arrivo alle 9; santa Messa sotto il sole; attesa del pranzo; dopo pranzo, una partita di calcio sotto il sole (non ho potuto rinunciare all'invito; aggiungo che non ho più l'età di un ragazzo...). Ed ecco che tornati a casa, mi sono ritrovato con la febbre. Insomma, mi è costata cara la festa! Anche se, devo dire, ne è valsa la pena: un bel giorno di fraternità e amicizia!

La festa di fine scuola

Alessandra - Proprio così: domenica scorsa Ale era "fuori gioco": ha fatto compagnia alla nostra nazionale di calcio sconfitta dalla Spagna; giornata nera per il povero Ale! Io invece scorrazzavo i bimbi per la famosa "festa juninha", la festa di giugno per la fine della scuola, qui particolarmente sentita. I bambini hanno danzato balli tipici e si sono divertiti tanto.

Miriam era vestita stile "cowboy" (più si scende al sud del Brasile, più è forte l'influenza culturale "gaucha", quella per intenderci del cowboy nella prateria). Francesco invece era il "noivo", ossia lo sposo protagonista della quadriglia; anche se era ancora raffreddato, non ha potuto rinunciare!

A farmi compagnia è venuta anche un'amica. Così, in amicizia, la festa è stata bella anche per noi... mamme! Con affetto, auguriamo anche a voi tutti di passare le ferie in compagnia di amici e di persone amate.



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