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Missione e preghiera: Il primato della preghiera

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Gesù ci raccomanda: "Pregate e vegliate in ogni momento" (Lc 21,36). A lui fa eco l'insegnamento di tutti gli apostoli, i quali esortano a pregare anche gli uni per gli altri, specialmente per chi è nel dolore. Ogni giornata è uno spazio di tempo da colmare d'amore. Amore verso Dio e amore verso il prossimo. Ma affinché l'amore non si riduca a un vago sentimento o a sterili desideri, occorre renderlo concreto con i fatti.

Il respiro dell'anima

Fra tutte le opere che procedono dall'amore, la preghiera tiene il primo posto. Essa è, infatti, l'espressione più pura della carità e riceve la sua efficacia da Dio stesso, fonte dell'Amore. Noi non avremmo alcuna capacità di bene se non la ricevessimo da Colui che è Bontà infinita. Il dono della preghiera ci è indispensabile come la luce, come l'acqua, come il pane; come e più di tutto quello che è necessario per la nostra vita fisica. Essa è il respiro dell'anima. Pregare è aprirsi a Dio e al prossimo, accogliere e donarsi.

Fin dal risveglio del mattino è bello dunque rivolgere al Signore la nostra mente e il nostro cuore, anzitutto per lodarlo e ringraziarlo; inoltre, per affidare a lui la nostra giornata e mettere sotto il suo sguardo anche tutte le persone che ci sono care, dilatandoci nella carità fino a pregare per tutti gli uomini che vivono sulla faccia della terra e invocare su di loro la benedizione di Dio, nostro Padre comune.

Una forza che trasforma

In modo particolare la preghiera diventa opera di misericordia verso chi soffre nel corpo o nello spirito, verso chi è nell'angoscia e non sa pregare, verso chi non ha fede e quindi, nemmeno speranza e amore. Vi sono situazioni umane disperate; vi sono persone che nessuna parola può raggiungere e consolare; ecco allora l'intervento più adeguato: la preghiera. Essa è un aiuto silenzioso, nascosto nel cuore, ma tale da poter trasformare l'angoscia in consolazione, il grido di dolore in canto di gioia, poiché chiama in soccorso l'onnipotenza di Dio.

Ancor più, la preghiera oltrepassa persino le soglie della morte e raggiunge anche coloro che sono già entrati nella vita eterna. Li raggiunge presso Dio, se già sono nella beatitudine della visione; li raggiunge nel purgatorio, se hanno ancora bisogno di purificazione. In questo caso, la preghiera - accompagnata anche da opere buone - è proprio l'unica grande carità che può dare loro sollievo, e affrettare il momento della loro piena comunione con Dio nella luce gioiosa della comunione dei santi.



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