Missione è mettersi in relazione
Un primo incontro fatto di conoscenza e di scoperta di cosa la missione possa far nascere. Ingredienti necessari per iniziare un cammino lungo un anno intero e che porterà altri nuovi ragazzi ad immergersi nella grande famiglia missionaria.
Una grande famiglia a partire dal luogo in cui si svolge ogni mese l’incontro, nel cuore della casa saveriana di Vicenza. Un luogo caro per l’intero percorso, sede storica di quello che per vent’anni è stato il cammino di Insieme per la Missione. Un modo per ricominciare dopo due anni di pandemia che non ha fatto, però, perdere l’entusiasmo all’intera équipe di Missio Giovani. Una squadra supportata dalla grande famiglia saveriana vicentina, che anche quest’anno si prepara ad ospitare - oltre alla scuola di animazione missionaria - un anno di cammino per giovani che desiderano vivere un’esperienza diretta in terra di missione.
Il percorso di formazione si è rinnovato grazie all’apporto e all’esperienza dei tanti religiosi che si sono messi a disposizione per offrire tutte le competenze possibili all’équipe. I saveriani, ogni anno, ospitano in giro per il mondo i ragazzi vicentini. La collaborazione continuerà insieme alla pastorale giovanile e ad alcuni Istituti religiosi presenti in diocesi. Un percorso che valorizza la preziosa eredità di Insieme per la missione, gruppo giovanile missionario inter-congregazionale, fondato a Vicenza nel 2000, da don Giacomo Bravo e p. Luciano Bicego. Un lavoro che nasce dall’apporto e dal sostegno dell’Ufficio per la pastorale missionaria, grazie al direttore Agostino Rigon che ha creduto fino in fondo nel nuovo e rinnovato progetto.
Il primo incontro è servito per prendere elasticità con un tema, quello della missione, che chiede ai ragazzi di “spogliarsi” di tutto ciò che non è necessario, facendo spazio per riempirlo di tanto nuovo. “I laboratori per questi primi mesi sono orientati a descrivere passo dopo passo gli obiettivi del percorso - spiega p. Carlos Reynoso - cercando di purificare l’idea di missione e di capire i bisogni. È bello scoprire, di volta in volta, la bellezza che c’è intorno al mondo del viaggio missionario. Parlare di missione è, del resto, mettersi in relazione. Attraverso la mia relazione comunico la mia vita e la mia esperienza”.
Il primo incontro ha visto la partecipazione anche di Maristella Tommaso, autrice di “Amare, voce del verbo…”, edizioni San Paolo. Maristella, di Missio Giovani, ci ha portato dentro la sua esperienza fatta di incontri, terre, cadute, cammini e ci ha raccontato come è nata la sua passione per la missione e cosa è oggi per lei. “Vivi una vita vera quando lo fai in mezzo agli altri, una Chiesa che va verso gli altri; l’importante è cogliere che la missione si fa dove la gente siede e sta, anche nei posti più sporchi. Quando sono partita avevo tutti i dubbi del caso, ma il senso della missione sta proprio nella semplicità delle piccole cose. Il mio percorso di missione è iniziato proprio così, perciò vi auguro di andare per stare e non per fare, togliendo tutto ciò che non è essenziale per godervi una esperienza viva al 100%”.







