A piccoli passi con p. Pietro Uccelli/4
Don Pietro aveva manifestato il suo interesse per le missioni durante gli studi di Teologia e agiva già da missionario nelle tre parrocchie del reggiano (Cavriago, Piolo e Poviglio). Il 9 ottobre 1900 incontra mons. Conforti, allora Vicario generale della diocesi di Parma e fondatore del nuovo istituto missionario. A lui don Pietro chiede di essere ammesso nella nuova fondazione e, allo stesso tempo, chiede il permesso del vescovo di Reggio, che non ama perdere un collaboratore prezioso e non lo lascia partire: “Vi manderò sui monti e tutta la diocesi sarà vostra per predicare”.
Per quattro anni, don Pietro resta a servizio della diocesi, sempre con il desiderio di realizzare il suo sogno. Solo il 30 novembre del 1904, con l’arrivo di un nuovo vescovo, ottiene il permesso. Don Pietro va a Parma nell’attuale Casa Madre dei saveriani, in viale San Martino, ed è accolto da mons. Conforti. Qui si prepara alla professione missionaria-religiosa con un anno di noviziato. Mons. Conforti è lui stesso formatore e regolarmente lo incontra una volta alla settimana. Don Pietro, entusiasta del suo maestro di spirito, scrive: “Egli è veramente un santo, un secondo don Bosco”. Impegna il suo tempo nello studio del francese e dell’inglese, insegna a scuola agli aspiranti missionari e, soprattutto, si dedica alla preghiera e all’approfondimento spirituale.
Il 3 dicembre 1905, festa di San Francesco Saverio, fa la prima professione ed entra ufficialmente nell’Istituto. Con i voti religiosi mette la sua vita a servizio delle missioni, seguendo l’insegnamento di Mons. Conforti: “La vita apostolica, congiunta alla professione dei voti religiosi, costituisce per sé quanto di più perfetto, secondo il Vangelo, si possa concepire”.







