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“Viva la vita!” questa è la frase che una delle sorelle di Charles De Foucauld che abbiamo conosciuto in Camerun, in chiamata, ci ha detto animosamente in una qualsiasi fredda giornata di dicembre. 

Infatti, il 22 dicembre 2024, noi ragazzi che siamo partiti l’estate scorsa per il Camerun e i ragazzi che partiranno quest’anno siamo andati ad Assisi. Appena arrivati, è stato d’obbligo visitare e pregare nella basilica inferiore e superiore dedicate a San Francesco. In seguito, siamo stati a trovare le piccole sorelle di Charles De Foucauld che ci hanno accolto calorosamente nella loro piccola e umile casa, appena fuori dal centro abitato. Le tre sorelle ci hanno spiegato il loro carisma e ci hanno dato alcune testimonianze del loro operato. È stato illuminante essere accolti in maniera così familiare e sentire delle storie di persone fino a poco prima sconosciute. 

Oltre a parlare con le sorelle di Assisi, abbiamo anche videochiamato Virginia, che abbiamo conosciuto in Camerun. È stato ammirevole vederle scherzare e ridere tra loro, sentire le loro parole semplici ma dolci. Infine, abbiamo partecipato alla Messa insieme a loro nella loro umile casa. Durante la giornata, abbiamo appreso un altro tipo di missione, come quello della sorella che ci ha parlato della sua esperienza in Congo dove ha lavorato “semplicemente” la terra. Paradossalmente, non sembra nulla di eccezionale come invece può essere l’aspetto sanitario o l’apertura di un pozzo nell’immaginario comune della missione, ma è semplice convivenza e sussistenza con altre persone, altri esseri umani. 

Forse è questo il vero senso della missione, l’incontro con l’altro, l’incontro con ciò in cui crediamo attraverso chi prima era ignoto, ma a poco a poco si fa conoscere e conoscente.



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