Missione e famiglia: In principio c'è la famiglia
di: Mario ed Egle Sberna.
Nella rubrica "Missione famiglia" la penna passa a Mario Sberna, presidente dell'associazione "Famiglie numerose" e sposo felice di Egle. Noi ringraziamo p. Fabrizio, p. Alfiero e p. Silvio per la loro collaborazione; e loro ringraziano voi, con le parole di p. Silvio: "Sono contento dell'aiuto ricevuto dai lettori. L'esperienza di scrivere è stata per me un dono: mi ha legato maggiormente alla missione, che significa Cristo Gesù, ai suoi discepoli di oggi, all'umanità che Dio ama. Ho perfino imparato un pochino a usare il computer... Grazie davvero!"
p. Silvio Turazzi, sx.
Come è noto, "in principio" c'è la famiglia: maschio e femmina Dio li creò. Ci dicono i vescovi: "La famiglia è l'ambiente educativo e di trasmissione della fede per eccellenza"[1].
Anche nella chiesa primitiva furono le famiglie a portare avanti la missione con coraggio e profezia. Basta ricordare Pietro e sua moglie (1Cor 9,5), o Aquila e Priscilla, verso i quali - Paolo afferma - tutte le comunità cristiane del mondo pagano hanno un grandissimo debito di riconoscenza (Rm 16,3-4); o ancora i coniugi Andrònico e Giunia, che Paolo nomina come "apostoli insigni che si sono uniti a Cristo prima di me" e condivisero con lui anche la prigione...
Le famiglie missionarie nel primo secolo non si limitavano a servizi caritativi o al semplice accogliere e accompagnare gli apostoli. Paolo scrive, invece, che "hanno combattuto per il vangelo, hanno faticato per il Signore". Cioè hanno svolto una vera attività di evangelizzazione.
Questa dimensione missionaria del matrimonio non è oggi abbastanza apprezzata dal popolo di Dio. Eppure la famiglia cristiana non è solo per generare la vita (anche chi si sposa civilmente genera; e anche chi non si sposa affatto!); né solo per testimoniare l'amore (anche i preti e le suore lo testimoniano; ma anche gli atei!).
Il matrimonio cristiano è un dono che Dio fa alla chiesa per continuare l'evangelizzazione. Noi sposi, nella nostra maternità e paternità, sappiamo che Dio ama nostro figlio prima ancora di essere concepito, e lo amerà in eterno. Nell'esperienza di essere padre e madre, noi sperimentiamo l'amore di Dio Padre-Madre per tutti gli uomini e tutte le donne. A immagine di Dio, il matrimonio è per la vita e per tutte le vite.
Ecco perché due coniugi, quando parlano di famiglia e di vangelo, sono testimoni credibili. Nell'accoglienza reciproca e nel servizio alla vita e agli altri, al perdono e alla riconciliazione, alla pazienza e alla gioia, i coniugi presentano la bellezza di essere cristiani. È proprio la famiglia che può evangelizzare con gioia. Quando vive uno stile di vita solidale e condiviso, una vita sobriamente felice che sceglie la diminuzione delle cose e la crescita del ben-essere, alternativa a quella attuale incentrata sul ben-avere...: quando vive così, la famiglia parla di Dio, annuncia il vangelo.
La logica della comunione cristiana non parte da legami di sangue o di stretta parentela o di amicizia. Lo sa bene chi ama le missioni. I missionari sono proprio coloro che si staccano dai legami di sangue, parentela e amicizia, e vanno fino agli estremi confini della terra per incontrare degli sconosciuti che diventeranno i loro compagni di viaggio, i loro nuovi fratelli e sorelle, parenti e amici. I missionari partono per andare incontro ai bisognosi, che spesso sono i lontani, e a volte anche i nemici: ma "se amate soltanto quelli che vi amano, che merito avete?", dice Gesù.
Farsi prossimo agli altri in questa logica significa amare coloro che sono diversi da me: ai tempi di Gesù erano le prostitute e i pubblicani, i samaritani o i romani; oggi sono gli stranieri, gli zingari, i musulmani, i barboni, i tossici e alcolizzati..., i vicini di casa. Comprendere con amore le loro sofferenze, insieme al desiderio di alleviarle e porvi possibilmente fine, farsi prossimo a chi è nel bisogno, è l'autentico culto da rendere a Dio.
Essere famiglia missionaria significa e implica che la vita e il destino degli altri ci debbono essere tanto preziosi quanto quelli dei nostri stessi famigliari, e che la solidarietà e la bontà vanno ben oltre i legami di sangue. È l'esperienza di vivere davvero l'autentica avventura della coppia amorosa; una coppia che insieme resiste alle tentazioni egoistiche per non essere trascinata, come sughero sull'acqua, dalle mode e dai conformismi, dagli interessi mediocri e individualisti, dalla vanità e dalla voracità.
Il sale del matrimonio è lo stesso sale della missione: testimoniare Gesù con l'annuncio e vivere quotidianamente valori come l'amore e la bontà, il perdono e la giustizia, il servizio e l'accoglienza alla vita e a tutte le vite.
Ricchezza impagabile, che vale molto più del denaro, e che nessun denaro potrà mai comprare.
[1] CEI: Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia, 52








