Missione con impegno ecologico
Con la solennità della Risurrezione di Gesù, arriva anche la primavera, che risveglia in noi il desiderio di sole, di verde, di fiori, di montagna e di aria nuova. Il rinnovamento spirituale pasquale, infatti, è in stretta connessione con la natura e ci muove a pensare alla missione del Vangelo come impegno ecologico.
Il nostro pianeta è in crisi ambientale tale da costituire una delle sfide più urgenti e decisive del nostro tempo. I cambiamenti climatici, la scarsità d’acqua, la perdita di biodiversità e l’inquinamento stanno mettendo seriamente a rischio la nostra casa comune, colpendo in modo particolare i più poveri e vulnerabili. La situazione ha raggiunto un livello critico e richiede un cambiamento di rotta coraggioso, insieme all’adozione di scelte e politiche nuove. Sempre più persone, nelle istituzioni e nella società civile, stanno maturando questa consapevolezza.
Se noi missionari parliamo di missione come ecologia, non lo facciamo per aderire semplicemente a una sensibilità diffusa nel mondo contemporaneo. Lo facciamo perché attingiamo ad un fondamento biblico profondo e ad una visione spirituale e teologica che riconosce la creazione come dono di Dio e luogo della sua presenza.
Nel suo importante documento Laudato si’, papa Francesco invita i cristiani e tutta l’umanità a intraprendere un cammino di conversione ecologica. La fragilità del pianeta si riflette nella fragilità delle relazioni umane: il degrado ambientale va di pari passo con il deterioramento della qualità della vita e con l’ingiustizia sociale, soprattutto nei contesti più poveri. Tutto è connesso. Per questo, la cura dell’ambiente non può essere separata dall’amore sincero per ogni persona.
La nostra esistenza si fonda su tre relazioni inseparabili: la relazione con Dio, con il prossimo e con la terra. Quando una di queste relazioni si spezza o si indebolisce, anche le altre ne risentono. L’ecologia integrale ci invita a ricomporre questa armonia, a vivere una spiritualità che abbraccia l’intero creato.
In modo particolare, missionari e missionarie sono chiamati a testimoniare e promuovere una spiritualità ecologica, ben delineata nel capitolo II, Il Vangelo della creazione, e nel capitolo VI, Educazione e spiritualità ecologica, della Laudato si’. Si tratta di uno stile di vita che unisce contemplazione, sobrietà, giustizia e impegno concreto.
Si parla anche di “quinto Vangelo” per indicare la capacità di leggere nei quattro Vangeli, non solo le parole di Gesù, ma anche i luoghi e i segni della creazione che accompagnano la sua missione. Le sue parabole attingono continuamente alla natura: il seme, il campo, il grano, la vite, il vento. In Gesù emerge un atteggiamento profondamente contemplativo: egli guarda la creazione come dono del Padre, la riconosce come spazio di comunione e la illumina con l’amore che tutto unisce.
Come ricorda Laudato si’: “Tutto è in relazione, e tutti noi esseri umani siamo uniti come fratelli e sorelle in un meraviglioso pellegrinaggio, legati dall’amore che Dio ha per ciascuna delle sue creature e che ci unisce anche tra noi, con tenero affetto, al fratello sole, alla sorella luna, al fratello fiume e alla madre terra” (LS 92). Questa consapevolezza si trasforma in preghiera e in lode: Laudato sii, o mi’ Signore.
“Laudato sii, o mi’ Signore. Per tutte le tue creature, per il sole e per la luna, per le stelle e per il vento, per l’acqua e per il fuoco. Per sorella madre terra, che ci nutre e ci sostiene, per i frutti, i fiori e l’erba, per i monti e per il mare. Perché il senso della nostra vita è cantare e lodarti e perché la nostra esistenza diventi una continua canzone di gratitudine. Ti affidiamo coloro che piangono e soffrono, coloro che nascono e coloro che muoiono, perché ogni vita sia custodita nel tuo amore”.







