Missione accanto ai poveri
(DI: B. LUIGI) - Offagna: intitolata una via a p. Barbini
Sabato 1 aprile, la comunità di Offagna ha avuto la gioia di ospitare mons. Edoardo Menichelli, arcivescovo della diocesi di Ancona-Osimo, in visita pastorale. Il vescovo è stato invitato per inaugurare una piccola piazza, dedicata a Giovanni Paolo II, e per onorare la memoria di un nostro concittadino: il saveriano p. Fausto Barbini.
In Giappone per 50 anni
Padre Fausto era nato a Offagna nel 1918. Fin da ragazzo, aveva coltivato il sogno della vocazione missionaria ed era entrato nella comunità dei saveriani a Poggio San Marcello nel 1930. Ordinato sacerdote il 28 maggio 1944, era stato destinato come missionario in Cina, dove però non era mai arrivato, a causa della situazione politica e della rivoluzione di Mao Ze-dong. Nel 1950, era perciò partito per la nuova missione del Giappone. Era la prima spedizione dei saveriani dall’Italia, sebbene alcuni missionari si trovassero già lì, dopo la loro espulsione dalla Cina.
Padre Fausto è rimasto nella terra del Sol Levante fino al 2001, per oltre mezzo secolo. In questi lunghi anni, ha potuto realizzare finalmente il suo carisma: evangelizzare gli ammalati, i poveri e gli emarginati. Aveva la letizia di chi è riuscito a innescare il circuito virtuoso tra azione e contemplazione, tra amore di Dio e amore del prossimo, come confessava nella celebrazione dei suoi 60 anni di ordinazione: “L’esperienza più forte è che l’apostolato missionario è una via maestra di vivere le virtù teologali fede, speranza, carità; vita attiva, incentivo alla vita contemplativa”.
La casa natale con il suo nome
A due anni dalla sua morte (23 settembre 2004), è stata a lui dedicata una via del paese. La cerimonia si è svolta in modo semplice, ma molto sentito. Erano presenti i familiari, una delegazione dei saveriani di Ancona (tra cui il maestro, p. Matteazzi), le autorità e quanti hanno conosciuto personalmente padre Barbini.
Di lui è stata ricordata la generosa umanità e la semplicità di vita, che in questi luoghi lo hanno visto bambino e poi ragazzo, fino alla vocazione missionaria che lo ha portato in Giappone. La via a lui dedicata è proprio quella che l’ha visto crescere. La strada sulla quale sorge la sua casa natale ha così preso il suo nome, con grande gioia di tutti i presenti.
L’intera comunità offagnese lo ricorda con affetto e gratitudine, memore delle numerose notizie che lui era solito offrire a parenti e amici. “Attraverso quei racconti sentivamo più vicino quel mondo tanto lontano”. Ora i suoi concittadini sono felici di avere un segno concreto che riporti alla memoria il caro padre Fausto.








