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Tra tanta gente che lavora e crede in Dio

Sono nato nella bassa mantovana, tra due fiumi che non hanno nulla da invidiare al Nilo o al Danubio, al Tamigi o alla Senna, al Mississippi o al Rio delle Amazzoni. Si tratta dell’Oglio e del Po.

Quaggiù in pianura...

Forse la loro storia non è così famosa e non è scritta da nessuna parte, però la terra fecondata dalle loro acque secolari è tra le più belle, le più verdi e le più ricche d’Italia. Ciò è possibile grazie anche al lavoro generoso, paziente e instancabile di tanti contadini umili e tenaci.

In mezzo a loro, passo un po’ di tempo ogni anno nel periodo pasquale. Vado a benedire le abitazioni e soprattutto le persone, i figli e i nipoti, perchè siano degni dei loro padri, capaci di imitarne le virtù e di seguirne gli esempi.

Sono fiero di essere nato da queste parti, da gente simile a questa, che ha il carattere forgiato nella fatica onesta e quotidiana, nel rispetto di tutti, nella solidarietà verso i poveri.

I fuoricasta del Bangladesh

Per alcuni anni sono stato missionario nella terra del Bengala che allora si chiamava "Pakistan Orientale" e ora si chiama "Bangladesh". Mi trovavo tra gente molto povera e spesso disprezzata come i fuoricasta, costretta ai lavori più umili e pesanti, sfruttata da vecchi e nuovi padroni, dalle caste più nobili e benestanti, e da poteri politici che spesso incitano al fanatismo e alla violenza.

Per due anni, ho dedicato tutto me stesso alla cura religiosa di alcuni villaggi cristiani, all’istruzione elementare dei ragazzi e alla promozione umana degli adulti. Le piccole comunità avevano una chiesetta, che serviva anche da scuola durante la settimana. Il catechista era anche il maestro di scuola, e non solo l’insegnante della religione e la guida per il culto cristiano.

I ragazzi migliori venivano inviati nella cittadina più vicina, dove c’erano due convitti, uno per i ragazzi e un altro per le ragazze. I cinque maestri insegnavano tutte le materie a circa duecento alunni, non solo cristiani, ma anche musulmani e hindu. Da questi convitti, partivano per le scuole superiori i giovani dotati di maggiori talenti, capaci di conquistare un diploma o addirittura una laurea.

L'animazione in Italia

Ero felice del mio lavoro. Avevo ingrandito la scuola e l’orfanotrofio con un primo piano spazioso, dotato di cento letti a castello, di servizi igienici e lavandini e perfino di luce elettrica. Purtroppo, fui colpito da infarto miocardico a soli 28 anni e costretto a tornare in Italia dopo appena tre anni di vita missionaria.

Ho faticato molto ad adattarmi alla nuova attività missionaria, che ora ritengo non meno importante della prima, non meno faticosa e, forse, altrettanto povera di successi e di risultati eclatanti. Tuttavia, sono contento di rendermi utile e di essere chiamato da un parroco anziano, pieno di esperienza pastorale e di zelo giovanile, a collaborare con lui nei tempi forti dell’anno liturgico. È bello animare a una fede più cosciente, più matura e più missionaria persone perse per età, sesso e condizione sociale.

In attesa del vescovo

A settembre ci sarà la visita pastorale del nostro vescovo, mons. Dante Lafranconi. Sarà una buona occasione per scuotere la fede di tanti cristiani, per accrescere la speranza in un mondo più unito e fraterno, per spingere a una solidarietà più generosa verso i poveri e i sofferenti, per rendersi partecipi della missione evangelizzatrice di Cristo e delle chiesa in tutto il mondo.

Ogni nostro pensiero e desiderio, ogni nostra preghiera e attività hanno una sola motivazione: "la carità di Cristo ci spinge!".



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