Mille motivi per vivere!
Eritrea: quali cambiamenti? Con la pace firmata il 9 luglio 2018, chiesta dal premier etiope Abiy Ahmed al presidente eritreo Isaias Afewerki, dopo due anni di guerra e diciotto di stato di non belligeranza, l’Eritrea ha perso il suo principale nemico, grazie al quale veniva giustificato il regime quasi dittatoriale. In questi mesi, è cambiato poco o nulla da un punto di vista politico, con la costituzione democratica redatta alla fine degli anni Novanta non ancora entrata in vigore. Le piccole trasformazioni sono avvenute soprattutto in campo economico. I prezzi dei generi alimentari e di prima necessità sono fortemente calati. Ora servirebbero politiche che favoriscano la reindustrializzazione del paese e il recupero della vocazione commerciale. I porti, se ben sfruttati, possono diventare lo sbocco al mare per tutto il Corno d’Africa.
- Indonesia: elezioni. “Educare le persone a votare responsabilmente, evitando polarizzazioni ideologiche, scegliendo sempre e comunque la via del bene comune”. È quanto raccomandano, in vista delle elezioni presidenziali del 17 aprile, i leader della chiesa e di altre comunità religiose a tutta la cittadinanza indonesiana. Le grandi sfide sono: povertà endemica, disuguaglianza, corruzione, rispetto della libertà religiosa e dei diritti umani, miglioramento di istruzione, assistenza sanitaria, occupazione. Il presidente uscente dell'Indonesia Joko Widodo si confronta con il leader dell’opposizione Prabowo Subianto. Nel 2014, Widodo, 57 anni, ha sconfitto il generale in pensione, Subianto, 67 anni, divenendo il primo presidente che non era espressione dell'élite politica e militare indonesiana.
- Afghanistan: cosa serve? Stati Uniti e Talebani avrebbero trovato un’intesa: non appoggiare il terrorismo in cambio del ritiro delle truppe Nato. “Ma - si fa notare - le autorità democraticamente costituite non possono essere tenute al di fuori di una discussione che riguarda il futuro di quel Paese. Il rischio è quello di sfociare in un nuovo colonialismo”. Lo dice p. Giuseppe Moretti, missionario in Afghanistan dal 1990 al 2015. “In questa fase, gli aiuti più importanti siano preparare una classe politica, costruire scuole, ospedali, strade e fornire opportunità di lavoro. Questo è il futuro e non è compito dei militari fare ciò, ma della democrazia e della politica. Nel Paese, le persone più attive sono proprio le donne, che si fanno portatrici di una visione positiva sul futuro. Sono molto intelligenti, hanno una mentalità più aperta degli uomini e sostengono ideali che rispondono ad atteggiamenti dignitosi, costruttivi, di forte impatto nella società. Il futuro dell’Afghanistan è certamente nelle mani delle donne e andrebbero coinvolte nei colloqui di pace”.
Yemen: il pericolo mine. Per impedire l'avanzata delle truppe di terra, sostenute dalla coalizione guidata dall’Arabia saudita e dagli Emirati, in guerra contro le truppe di Ansar Allah, nel sud-ovest dello Yemen, sono state sparse migliaia di mine e altri ordigni esplosivi improvvisati sulle strade e nei campi, che metteranno in pericolo la vita delle persone per decenni. Le prime vittime di questa minaccia nascosta sono i civili: uccisi, amputati, mutilati a vita. MSF chiede alle autorità e alle organizzazioni specializzate di accelerare lo sminamento delle aree civili, luoghi abitati e terreni agricoli. E l’abbandono dei campi per le mine ha un impatto economico molto pesante sulle famiglie che vivono di agricoltura.
- Iraq: migrazione di massa. Negli ultimi anni, con i flussi migratori della popolazione irachena verso altri Paesi, hanno abbandonato l’Iraq circa un milione di cristiani autoctoni. Lo ricorda il Patriarca caldeo Louis Raphael Sako. Tra le emergenze, ci sono state la fuga delle popolazioni cristiane da Mosul e dalla Piana di Ninive, conquistate dai jihadisti, le difficoltà incontrate nell’assicurare la cura per decine di migliaia di rifugiati per oltre tre anni, le campagne settarie con incitazioni all’odio, alla violenza e al sequestro delle case di cristiani registratesi a Baghdad e in altre città irachene.
- Pakistan: l’assoluzione di Asia Bibi. I cristiani in Pakistan apprezzano la decisione della Corte suprema e recitano preghiere di ringraziamento per l'avvenuta assoluzione e definitiva libertà concessa ad Asia Bibi, la donna condannata a morte per blasfemia. Fr. Qaisar Feroz, segretario esecutivo della Commissione episcopale delle comunicazioni sociali, ha detto: "La decisione della Corte Suprema è una pietra miliare nella storia del Pakistan per sradicare il fondamentalismo religioso".
L’iniziativa: A Cava de’ Tirreni con le saveriane
Le missionarie saveriane organizzano una convivenza missionaria di 4 giorni, dal 24 al 28 aprile, a Cava de’ Tirreni, aperta alle ragazze tra i 18 e 30 anni, dal tema: “Abbiamo 1000 motivi per vivere”. Si tratta di un incontro con se stessi, con il Signore, e con la missione. Concediti questo dono! Iscrizioni entro il 15 aprile. Per informazioni: Laura Littamè (346 1891826) e Licia Santiesteban (388 3960619).
La voce dei missionari: Amazzonia, presenza e pazienza
Quest'anno la Chiesa cattolica celebrerà in ottobre due eventi di particolare importanza: il Mese Missionario Straordinario e il Sinodo dei Vescovi per l'Amazzonia. L’Agenzia Fides ha chiesto un commento su questo tema a mons. Adolfo Zon, dal 2014 vescovo di Alto Solimões, in Brasile, in un territorio di oltre trentamila chilometri quadrati, al confine con Perù e Colombia.
Ai missionari in Amazzonia, prima di tutto serve l'incarnazione, mettere i piedi su questa terra, togliersi i sandali, come sul Monte Horeb, perché Dio è già qui, per ascoltare, per conoscere le idiosincrasie. I missionari sono canali della grazia di Dio, che possono aiutare o ostacolare l'inculturazione del vangelo, quindi è importante esserci e stare con questo popolo. Poi, ci vuole pazienza. Non possiamo seminare e volere già i frutti, perché l'evangelizzazione è un processo. La Parola di Dio penetra nel cuore delle persone e comincia a operare. Se non siamo nella comunità, tra la gente, difficilmente possiamo ascoltare e accompagnare l'intero processo. Dobbiamo aiutare le persone a prendere coscienza di essere la chiesa di Gesù, qui in questo luogo. Molte volte pensiamo che noi, costruendo una cappella, abbiamo già una presenza evangelizzatrice, ma siamo lontani dalla realtà, perché quello su cui dobbiamo lavorare è la chiesa Popolo di Dio. In Amazzonia, date le distanze e la dispersione, ogni comunità deve avere questa fede di essere la chiesa di Dio in quel luogo, deve promuovere i ministeri per mantenere la presenza in quei piccoli luoghi, favorendo la crescita di una chiesa tutta ministeriale, per riconoscere i talenti di ciascuna persona e metterli al servizio della comunità.
Una storia speciale: I migranti in classe
Enrico Galiano è un insegnante delle medie (e scrittore) di Pordenone. Ha pensato di coinvolgere gli alunni in una dimostrazione pratica del dramma che vivono i migranti, condividendolo poi sulla sua pagina Facebook. “Ho detto ai ragazzi di venire a scuola con una bottiglietta d’acqua vuota. Il giorno dopo sono entrato in classe con un secchio. Ho chiesto di pensare alla persona a cui volevano più bene al mondo, di disegnare un omino stilizzato e vicino di scrivere il suo nome. Riempita la bottiglietta, l’hanno versata nel secchio. Davanti ai loro occhi ho fatto una grande barca di carta e loro hanno messo ciascuno il proprio foglietto sopra. Ho appoggiato la barca sulla superficie dell’acqua. Infine ho iniziato a far vacillare il secchio, fino a che la barchetta non si è ribaltata, facendo cadere giù tutti i foglietti. Tutti quei nomi, giù in fondo al secchio. Si è creato un silenzio incredibile. Ho raccontato di un bambino più piccolo di loro, originario del Mali, che è stato ritrovato con la pagella cucita sulla giacca... La campanella è suonata. Ho detto di mettere a posto tutto e di andare a ricreazione. A un certo punto, tre ragazze mi hanno chiesto: ‘Possiamo tirare fuori quei fogli da lì?’. Ci siamo chinati, li abbiamo tirati su uno per uno, insieme. E dentro di me pensavo che finché tre ragazze decidono di saltare la ricreazione per tirare su dal fondo di un secchio dei fogli di carta, c’è ancora motivo per credere in un mondo diverso”.







