Mi sveglio, e sono in Africa: Contento di vivere quest’avventura
La vita nella comunità saveriana di Yaoundé è semplice. Anche perché noi qui abbiamo a disposizione tante comodità che si trovano in Europa: auto, computer, televisore, lavatrice, generatore di corrente. Tutte cose utili per permettere a ciascuno di avere più tempo da dedicare allo studio.
Siamo 18 studenti di otto nazionalità diverse: Brasile, Camerun, Congo, Indonesia, Italia, Messico, Sierra Leone, Spagna. Sono con noi tre saveriani formatori. Uno dei motti del beato Conforti è: "fare del mondo una sola famiglia". Con una comunità così internazionale siamo sfidati a vivere ciò che predichiamo.
La ricchezza e la povertà
Le mie prime impressioni sul Camerun si riassumono in due coppie di parole. La prima è ricchezza e povertà. Questa è davvero una terra ricca di persone, di relazioni, di vita, di risorse, sopra e sotto il suolo. Ma c'è anche ricchezza di idee, creatività espressa attraverso la musica, la danza e l'arte.
Camminando per le strade del quartiere di Oyom Abang, tante persone ci salutano e ci danno il benvenuto. Ci sono le mamme che fanno il loro piccolo mercato di verdura sul ciglio della strada; i bambini che girano intorno alle case come pulcini e che esprimono tra loro una solidarietà magnifica; i giovani seduti a far niente, nella speranza di un futuro migliore; le nonne anziane che a fatica raggiungono la parrocchia per pregare.
La povertà è ben espressa da una frase che ieri mi ha detto un papà: "l'angoscia vissuta dai giovani". Molti giovani, infatti, si trovano alla fine della scuola senza un lavoro; altri sono costretti ad abbandonarla prima, perché le famiglie non riescono a vivere con lo stipendio misero dei genitori.
Lo spirito e il corpo
La seconda coppia è spirito e corpo. In Camerun ogni uomo ha un'anima di credente. Il legame con il mondo dello spirito è molto forte e ogni avvenimento è letto in chiave spirituale. Mi impressiona vedere la fede delle persone durante la Messa: le mamme che si curvano durante la consacrazione fino a toccare il pavimento con la testa; la chiesa frequentata anche la mattina o il pomeriggio dei giorni feriali.
Nel celebrare la Messa o qualsiasi avvenimento importante della vita, come la nascita o la morte, la gente partecipa intensamente, anche con la danza e il canto. La Messa dei bambini è uno spettacolo emozionante: tutta l'assemblea canta a voce alta e battendo le mani si muove a destra e sinistra.
Qui è molto sviluppata la cultura della festa. L'ultimo giorno di ramadan tutto il paese fa festa, musulmani e cristiani. Noi saveriani siamo andati da una famiglia della zona, che ci ha accolto e ha voluto pregare con noi.
La medicina del vangelo
Mettendo assieme queste coppie di parole, sono convinto che il vangelo di Gesù deve essere annunciato anche nel nostro "quartiere africano": a chi ha paura di essere posseduto da uno spirito cattivo; alle famiglie che sono testimoni della violenza e dell'abbandono dei più piccoli; e anche ai giovani in preda alla disperazione, che affidano le loro angosce alle sette, alla birra o al dio pallone. Tanti giovani vivono della speranza di essere presi un giorno da un club europeo...
Sono contento di vivere questa avventura di vita con un popolo che soffre il peso della povertà, ma che ha il coraggio di vivere con dignità. Il lavoro non manca e ringrazio il Signore di questa vocazione meravigliosa: annunciare il suo amore infinito ai piccoli e poveri.








