Mi sento a casa mia…
di: Patrizia.
Dopo Stefania e Maria Grazia, vi presentiamo Patrizia, la veterana delle collaboratrici domestiche dei saveriani di Alzano. È l'ultima del trio, solo perché è la più... schiva nel raccontare.
Sono entrata nell'istituto dei saveriani nel lontano 1972, varcando il grande cancello in fondo a via Adobati nel cuore di Alzano. Per i primi mesi sono stata "aiuto cuoca"; poi, quando il ragazzo che cucinava è andato via, ho preso il suo posto.
Gli inizi sono stati un po' difficili: passare da padelline a padelloni, da pentolini a pentoloni, da qualche piatto a montagne di piatti... non è cosa di tutti i giorni. Alla fine mi sono abituata e se dopo 37 anni sono ancora qui, vuol dire che mi ci trovo bene.
In tutti questi anni ho conosciuto molti saveriani. Mi vengono in mente p. Orsi, p. Carrara, p. Cruder, p. Doneda, p. Camera... Mi sono trovata a cucinare per tanti ragazzi, avendo la gioia di vedere tre di loro arrivare al sacerdozio e partire per la missione: p. Fabio Castelli, p. Marco Moro e p. Filippo Rota Martir. Mi sono trovata sempre bene e loro mi trattavano come se fossi una "mamma".
Quando rientrano dalla missione, mi manifestano sempre il loro affetto con un forte abbraccio. Ho un ricordo speciale per p. Francesco Bradanini, con il quale ho lavorato tanti anni. È stata una persona molto comprensiva e mi è dispiaciuto molto quando il Signore l'ha voluto con sé così presto.
Dopo tanti anni, trascorsi tra cucina e lavori domestici, sono felice di dare una mano ai "miei" missionari nella loro casa che sento un po' anche mia. Desidero ringraziare anche tutti coloro che sono lontani e che sono già in cielo, per la fiducia che hanno riposto in me e per le tante preghiere che continuano a rivolgere al Signore per me.








