Messaggio dalle chiese: ''Dialogo, riconciliazione sono un’urgenza''
Gregorio III Laham, Patriarca dei greco-melkiti di Damasco, ha lanciato un appello nel mezzo di una crisi infinita.
I siriani, grazie alla loro lunga storia, possono risolvere questa crisi pericolosa aiutandosi a vicenda, attraverso l'amore e il perdono. Lanciamo un appello urgente per il dialogo, la riconciliazione, la pace: questa è una delle lingue più rare, che molti non vogliono ascoltare. Noi cristiani, ai quali è stato affidato il vangelo della pace, ci sentiamo chiamati a promuoverla.
I pericoli maggiori in Siria oggi sono l'anarchia, la mancanza di sicurezza e l'afflusso massiccio di armi e denaro da molte parti che indebolisce anche la voce della moderazione. La violenza genera violenza e raggiunge tutti i cittadini, senza distinzione di razza, religione o colore politico. In tale contesto, i cristiani vivono gli stessi pericoli, ma sono l'anello più debole. Indifesi, sono i più vulnerabili allo sfruttamento, all'estorsione, al sequestro di persona, agli abusi.
Pur non essendoci alcun conflitto tra cristiani e musulmani, i cristiani sono tra le vittime del caos e della mancanza di sicurezza.
La chiesa chiede riforme, libertà, democrazia, lotta contro la corruzione, sostegno allo sviluppo, libertà di parola. La chiesa, ha sempre rifuggito il settarismo, evitando di schierarsi e puntando ai valori etici ed evangelici, ma abbiamo bisogno del sostegno del Papa e ci auguriamo che la sua visita in Libano sia d'aiuto alla Siria, perché il conflitto possa cessare e il paese rifiorire.








