Messaggio dalle chiese: Chiesa vicina alla gente
Joseph Kurtz, 67 anni, è il nuovo presidente dei vescovi statunitensi, chiamato a guidarli in un periodo di difficoltà e opportunità.
Il richiamo del Santo Padre è chiaro: dobbiamo essere prima di tutto pastori. Dunque, dobbiamo chiederci come possiamo riscaldare i cuori e sanare le ferite. La risposta è stare il più possibile vicino alla gente, ascoltandola. Per questo, la pastorale della famiglia sarà fondamentale nei prossimi anni. Gli anni più formativi della mia vita sono stati quelli spesi come pastore in una parrocchia, vicino alle famiglie.
Viviamo in una cultura di indifferenza. Come possiamo passare da una cultura rivolta a se stessa, egoista, a una che guarda all'esterno e vede le persone bisognose? La sfida per noi vescovi è di dare l'esempio con l'accoglienza, attraverso il servizio a chi non ha voce ed è vulnerabile, come gli immigrati, i poveri, i non nati e gli anziani, e di difendere la dignità della persona in ogni circostanza. All'interno della chiesa ci deve essere un'unità di messaggio. E il Papa ci ha ricordato che i fedeli esigono che siamo uniti nella nostra missione di servizio.
La fede arricchisce la vita pubblica. Quindi, abbiamo il forte desiderio di avere una buona e sana relazione con il governo, con il Congresso e con i giudici. Dobbiamo approfondire questa collaborazione e mantenere aperto il dialogo, in modo da lavorare insieme nel contesto di una libertà religiosa robusta. Gli sforzi di parlare a nome dei bisognosi ci mettono nella posizione di fare del bene alla nostra nazione, perché la fede contribuisce alla crescita di un Paese.
La chiesa è già il motore di innumerevoli iniziative di trasformazione sociale, ma possiamo fare di più. Vogliamo lavorare per sollevare la gente dalla povertà insieme alle loro famiglie.








